Sicurezza
Lo sviluppo non si fa nei salotti
IL COMMENTO - Urbanistica, non demonizziamo le varianti per Venturina
VENTURINA. Che modello di sviluppo si vuole per la zona di Venturina e di Campiglia?
Quante opportunità di lavoro ci sono in questo momento?
Domande legittime, in un periodo in cui la crisi mette in ginocchio le aziende e mina la stabilità delle famiglie che non arrivano alla fine del mese.
Domande che forse non si pone chi questi problemi non li vive, ma si limita a guardare le cose dal comodo salotto di casa, vivendo senza ansie di qualche rendita o della pensione.
Sono anni che in Val di Cornia si investe pochissimo, o forse per niente. Chi vuole farlo deve andare all’estero, perché gli strumenti urbanistici sono obsoleti, inadeguati e troppo vincolanti e i tempi della burocrazia irritanti.
Al tempo stesso il mercato immobiliare è crollato e gli appartamenti non si vendono più, chi li ha costruiti li ha sulle spalle e spesso sono causa di ribaltoni aziendali e conseguenti licenziamenti.
In questo contesto il Comune di Campiglia dà l’opportunità con alcune varianti di riqualificare un’area industriale abbandonata da tempo, uno schiaffo di polvere e ruggine per chi entra a Venturina da nord, e di completare l’area commerciale La Monaca, che per chi entra da sud inizia con un campo di gramigna secca e un incrocio pericoloso. Peraltro così a ridosso dell’Aurelia il complesso è già adesso motivo di attrazione e impiega un centinaio di persone.
Insomma, muove l’economia, senza aver tolto niente alle attività della ztl.
Approvate le varianti verrebbero realizzate strutture commerciali, di servizi e turistiche e si prevedono una quarantina di posti di lavoro nell’area a nord e una sessantina in quella a sud.
Certo il regolamento urbanistico è da rivedere nel suo complesso e le nuove previsioni andranno parametrate ai nuovi bisogni, verificando anche il patrimonio esistente. Ma, si sa, i tempi per certe cose sono parecchio lunghi e i treni vanno presi quando passano, a forza di aspettare rischiano di fischiare via lontani...
Se, per una volta, un’Amministrazione comunale dimostra coraggio e non la solita stucchevole inerzia, non sarebbe male mettere da parte le contrapposizioni ideologiche e aprire un po’ la mente.
Del resto anche le terme a Suvereto occuperanno nuovo territorio, ma quel cemento pare meno impattante di altro.
Facendo filosofia si parla nei salotti sorseggiando il the, ma non si fa sviluppo.
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