Gioco
Spariscono tutti i “punti blu” nel nuovo piano spiagge
L’assessore Del Mastro detta la nuova linea sull’utilizzo degli arenili: arrivano le mini concessioni, saranno mantenuti gli stabilimenti balneari storici e quelli gestiti dalle strutture ricettive
PORTOFERRAIO. «Nel nuovo spiagge i punti blu non esisteranno più e saranno sostituti da mini concessioni balneari». Angelo Del Mastro, assessore al demanio per il Comune di Portoferraio, detta la nuova strategia che l’amministrazione intende seguire per la gestione e l’utilizzo delle spiagge della città. La giunta Ferrari, infatti, ha in questi giorni approvato l’atto di indirizzo che di fatto dà avvio al procedimento di approvazione del nuovo piano spiagge. Si tratta di uno strumento urbanistico di notevole importanza per Portoferraio (l’assessore non intende sbilanciarsi sui tempi di approvazione) che è strettamente legato alla partita sul rinnovo delle concessioni demaniali. Concessioni demaniali che il Comune di Portoferraio assegnò ai privati nel 2006 e che sono giunte a scadenza nel 2012: da quella data le concessioni sono state prorogate in due occasioni (l’ultima nel 2015).
Le spiagge. Razionalizzazione e stretta sulle nuove concessioni. Sono le due linee guida principali a cui il Comune di Portoferraio terrà fede con la redazione del nuovo piano spiagge, definito come «non più rinviabile» dall’assessore al demanio, Angelo Del Mastro. «La maggior parte delle spiagge elbane e di Portoferraio sono libere e rimarranno tali – fa sapere l’assessore Angelo Del Mastro – detto questo crediamo serva una riorganizzazione delle concessioni attualmente affidate ai privati. Prima di tutto crediamo che debba cambiare il metodo con il quale il Comune assegna le concessioni demaniali. La nostra idea è che il Comune debba in primo luogo affidare a se stesso le concessioni demaniali, per poi procedere a dei bandi pluriennali».
Si riparte da zero. Tutte le concessioni demaniali saranno riaffidate e, dunque si ripartirà da zero, sebbene il Comune - nel percorso di redazione del piano - terrà conto della necessità di mantenere gli stabilimenti balneari storici e quelli gestiti dalle strutture ricettive. Ma già in fase di atto di indirizzo il Comune di Portoferraio ha espresso la volontà di privilegiare l’affidamento a soggetti consortili d’ambito, piuttosto che a persone singole. «Offrono maggiori garanzie per la gestione», spiega Del Mastro. L’obiettivo del Comune è quello di razionalizzare l’uso delle spiagge portoferraiesi che saranno suddivise in tre categorie; spiagge libere, mini concessioni balneari e stabilimenti balneari.
Punti blu superati. Il vero punto di discontinuità sta nel superamento di quelli che conosciamo come punti blu. «Nel 2006 sono state assegnate postazioni della superficie di 10 metri quadrati – si legge nella delibera comunale – all’interno delle quali poter accatastare ombrelloni e sdraio, con il divieto di occupare in modo permanente le spiagge. Ma tale modello gestionale ha dato adito a sequestri di materiali, contenziosi generati da una continuativa occupazione della spiaggia oltre i metri quadrati concessi. Tale modalità di gestione ha prodotto sostanzialmente un tentativo di appropriazione di spazi di spiaggia senza titolo e spesso i bagnanti sono stati allontanati come se in presenza di concessione demaniale esclusiva».
La posizione del Comune è chiara su questo punto. Ma l’assessore Del Mastro precisa ulteriormente: «Il ricorso ai punti blu è servito per dotare le spiagge del Comune di postazioni preposte alla sorveglianza e alla sicurezza, ma di fatto questo modello ha creato una sorta di caos – spiega Del Mastro – A questo si aggiunge una diseguaglianza e concorrenza non ad armi pari rispetto ai proprietari degli stabilimenti balneari che pagano delle concessioni ben più salate. Nella nostra idea di utilizzo delle spiagge i punti blu non esisteranno e saranno rimpiazzati da delle mini concessioni».
Le mini concessioni consisterebbero in piccoli tratti di spiaggia dati in gestione a privati con un numero massimo di ombrelloni (20-30). L’attrezzatura, insomma, verrebbe disposta prima dell’arrivo dei clienti, ma sarebbe limitata nei numeri e negli spazi.
Pulizia obbligatoria. Tra gli obblighi che il Comune ha già inserito nell’atto di indirizzo e comprenderà nella redazione del piano spiagge c’è quello della pulizia obbligatoria dell’arenile a carico dei titolari di concessioni «anche sulle aree limitrofe in un raggio di metri 50 dal confine della concessione».
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