Sicurezza
Il piano di Rebrab all’esame del Mise
Ieri il presidente di Aferpi ha aperto le buste e valutato le offerte per forno e treno rotaie. Oggi incontro con Guidi e Rossi
PIOMBINO. La vigilia dell’incontro al Mise tra Issad Rebrab, il ministro Federica Guidi e il presidente della Regione, Enrico Rossi, non ha sciolto i dubbi sulle scelte del presidente di Aferpi: Rebrab infatti per tutto il giorno ha incontrato i rappresentanti delle aziende che hanno presentato offerte per l’acciaieria elettrica e per il nuovo treno rotaie, perché l’apertura delle buste non è ovviamente sufficiente a determinare la decisione finale. Così che i confronti sono proseguiti fino a tarda sera.
L’apertura delle buste con le offerte infatti ha dato il via a una trattativa, e la valutazione dell’industriale algerino ruota anche sull’opportunità di affidare la realizzazione dei due impianti – forno e treno rotaie – a una sola tra Sms-Demag (considerata favorita), Danieli e Primetals, o dividere l’appalto tra più società.
Nella scelta peserà poi la qualità della tecnologia individuata per consentire alla Regione di usare i 30 milioni di fondi europei inizialmente previsti per il Corex, e che appunto devono essere collegati esclusivamente al miglioramento della situazione ambientale per non correre il rischio di una bocciatura da parte dell’Europa.
Oggi dunque le valutazioni di Rebrab saranno all’esame del Governo e della Regione che sulla riaccensione dell’acciaieria piombinese hanno investito, e molto, sia dal punto di vista economico che politico.
Guidi e Rossi dunque si attendono da Rebrab, dopo un lungo silenzio da parte del presidente, parole chiare sul cronoprogramma degli investimenti. Il ministro dello Sviluppo economico e il presidente della Regione vogliono capire dal presidente di Cevital se il suo progetto per Piombino (che comprende anche un impianto agroindustriale e un polo logistico) è ancora quello sul quale si sono concentrate non solo le speranze del territorio, ma pure gli investimenti pubblici.
Con i suoi collaboratori Rebrab non ha mai mostrato tentennamenti, ma con loro nemmeno ha mai accennato a difficoltà oggettive vissute nel suo Paese per via degli ostacoli che, almeno una parte del governo, ha frappoosto ai suoi investimenti in Italia.
Peraltro in questi ultimi mesi il gruppo dirigente locale ha lavorato con impegno, e in parallelo con le istituzioni, sembra aver trovato anche la possibilità di finanziamenti quanto mai necessari non solo per il progetto della nuova acciaieria elettrica, ma anche per il funzionamento dei laminatoi.
Mentre a questo proposito fonti aziendali parlano di un importante contratto alle porte per la fornitura di billette di qualità, nelle prossime ore potrebbe essere raggiunto anche un accordo per il rientro in fabbrica di circa 200 lavoratori dalla cassa integrazione.
Ma tutto è legato all’esame che oggi il piano di Rebrab sosterrà al Mise. Secondo le attese il presidente di Cevital dovrebbe presentare ai suoi interlocutori se non il nome del partner scelto per l’acciaieria elettrica, quanto meno la tecnologia dell’impianto, con l’impegno a firmare nel giro di pochi giorni la lettera d’intenti per poi staccare l’ordine d’acquisto entro la fine del mese prossimo. Tutti sanno però che oggi, al Mise, Guidi e Rossi chiederanno qualcosa di più concreto di un atto formale, la certezza cioè della disponibilità dei capitali per finanziare il progetto.
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