Il Tirreno

«No alla divisione del malloppo tra Comuni»

«No alla divisione del malloppo tra Comuni»

La proposta del Pd: meno soldi alla promozione e un’altra gestione associata per progetti unitari

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PORTOFERRAIO. «No alla spartizione del malloppo del Contributo di sbarco tra i Comuni». È la posizione del Pd dell’Isola d’Elba sul caso del contributo di sbarco che sta dilaniando il centrodestra elbano. «Stavolta tutto si gioca sulla capacità di stare insieme delle istituzioni elbane: una ottima opportunità che il legislatore, questa volta, ha riservato all'Elba».

A tale proposito il Pd, fa la sua proposta, articolata su alcuni punti fermi. «Il contributo di sbarco deve essere preferito alla imposta di soggiorno: è, diciamo, più democratico perché versato da tutti gli ospiti che sbarcano sull'isola a prescindere dalla forma di alloggio prescelta e perché meno pesante nell'importo – attaccano dal partito elbano – il contributo di sbarco, secondo la formulazione della norma, ha una destinazione di reimpiego ben definita».

Sulla base di questi pressupposti il Pd chiarisce come la «Gestione Associata del Turismo, per come è stata costruita, ha una finalità particolare e parziale: realizzare interventi e progetti di promozione turistica – dicono dal Pd – i Comuni hanno fin qui scelto di destinare la gran parte della vecchia Tassa di Sbarco alla gestione associata e di dividersi la restante somma assegnandosi una quota paritaria (qualcosa in più a Portoferraio) da gestirsi autonomamente nel proprio bilancio».

Il Pd crede sia opportuno «mantenere l'autonomia e la particolarità della Gestione associata sul turismo finanziandola con una quota del nuovo Contributo di sbarco che non può comunque essere pari alla metà del gettito complessivo: al termine del triennio di funzionamento (a fine 2016) sarà necessaria una riflessione sul percorso fatto, gli investimenti profusi e i risultati raggiunti al fine di decidere eventuali modifiche di strategia». Ma non è tutto. Il Pd è contrario alla tecnica di suddivisione del gettito tra i Comuni. «Siamo contrari allo spezzatino della rimanente quota del contributo di sbarco fra tutti i Comuni – spiegano – si scelgano altri due/tre settori di intervento previsti dalla norma, si definiscano progetti unitari per tutto il territorio e si costruisca un altro soggetto gestore, una nuova Gestione associata contributo di sbarco di cui si dovrebbe fare promotore e divenire capofila il Comune di Portoferraio: uno strumento, cioè, capace di affrontare nel tempo e con risorse certe interventi rivolti al miglioramento di alcuni servizi di accoglienza, di tutela del territorio, di sicurezza e mobilità».

«I singoli Comuni che perderebbero quote di introiti sul bilancio si vedrebbero compensare con servizi più adeguati e più avanzati gestiti in forma unitaria sul proprio territorio – concludono dal Pd – Sappiamo che questa è una via più complicata e più difficile rispetto alla semplice spartizione del malloppo. Ma è l'unica che può garantire un beneficio all'intera isola e al suo benessere futuro rispetto agli interessi particolari».

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