Sicurezza
Caos sul contributo di sbarco, l’ansia dei piccoli Comuni
Il passaggio ad una suddivisione “proporzionale” del gettito penalizzerebbe i centri minori Ciumei: «Una scelta unilaterale ed egoistica, così Portoferraio perderebbe il suo ruolo storico»
PORTOFERRAIO. Stop alla suddivisione del gettito in parti eque tra gli otto Comuni, sì alla spartizione proporzionale, con un’attenzione particolare per il Comune di Portoferraio che gestisce in prima linea il carico dei turisti.
Mario Ferrari non pare intenzionato a cambiare idea e, a meno di una modifica repentina della sua strategia, proporrà un cambio netto del meccanismo di suddivisione del gettito del contributo di sbarco nella riunione decisiva tra i sindaci che si dovrebbe tenere questa settimana.
Ma se, ormai da giorni, il contributo di sbarco ha aperto un conflitto senza fine tra Portoferraio e Capoliveri (Comune capofila della gestione associata del turismo), sono i comuni più piccoli ad essere in apprensione e a guardare con ansia i possibili stravolgimenti che il nuovo contributo di sbarco porterà con sé. Un nuovo accordo che scardini il meccanismo della suddivisione del gettito in parti eque a favore di un criterio di ripartizione proporzionale, calibrato sulla base della popolazione residente e della capacità ricettiva, finirebbe per mettere solo delle briciole nelle mani dei Comuni più piccoli come Rio nell’Elba, Marciana Marina e Marciana. Comuni che, anche nell’ipotesi di un passaggio dal contributo di sbarco alla tassa di soggiorno sarebbero fortemente penalizzati. Non a caso, a pochi giorni da quello che dovrebbe essere l’incontro decisivo tra i sindaci elbani, i Comuni più piccoli vogliono farsi sentire. «La posizione di Ferrari – ha spiegato il sindaco di Marciana Marina, Andrea Ciumei – stravolge non solo le modalità di ripartizione del gettito del contributo di sbarco tra i Comuni dell’Elba, ma lo stesso ruolo che Portoferraio ha esercitato fino ad oggi nei rapporti tra i vari comuni dell’isola. Portoferraio non è solo il Comune più grande e con più abitanti e il centro direzionale dell’isola, ma anche l’amministrazione trainante e che si è sempre preso cura delle esigenze degli altri. La strategia di Ferrari, qualora venisse confermata nelle sue ipotesi di regolamento, sarebbe egoistica e unilaterale e non aiuterebbe certo né i rapporti attuali tra le istituzioni né il futuro dell’isola». Fino allo scorso anno il gettito della tassa di sbarco, da quest’anno trasformata in contributo di sbarco, veniva suddiviso in due tranche: una parte alla Gestione associata del turismo per le attività di promozione turistica, l’altra ai Comuni in parti eque (nel 2015 quote da 50mila euro a Comune, 70mila per Portoferraio).
« Credo si debba tenere conto del tema della solidarietà tra i Comuni, che è sempre stato ben presente nel meccanismo di ripartizione degli introiti della tassa di sbarco – aggiunge il sindaco di Rio nell’Elba, Claudio De Santi – i Comuni piccoli? Che dire: dal contributo di sbarco dipende la stessa sopravvivenza di alcuni enti. Tra questi c’è Rio Elba che è alle prese con problemi finanziari che conosciamo. I Comuni piccoli non sarebbero in grado di curare l’accoglienza del territorio. E il danno sarebbe non solo per il piccolo Comune in questione, ma per tutta l’Elba: per il turista l’isola è una sola, indipendentemente dal comune in cui si trova». E se l’accordo tra i sindaci rivoluzionasse il meccanismo di suddivisione del gettito? «Sarei avvilito per la mancanza di solidarietà – aggiunge De Santi – e non credo che approverei un regolamento del genere». A pochi giorni dalla riunione dei sindaci il quadro è tutt’altro che chiaro. Ma il punto fermo è che, senza un accordo tra tutti i sindaci, rischiano di saltare sia il meccanismo del contributo di sbarco che la Gestione associata del turismo. E tra gli scogli da superare, oltre alle modalità di suddivisione c’è la quota con cui finanziare la Gestione associata. «In questi giorni abbiamo assistito a tante, troppe esternazioni sulla stampa – spiega Anna Bulgaresi, sindaco di Marciana – credo che in un modo o nell’altro i sindaci debbano gestire i soldi del contributo di sbarco dal momento che non credo sia giusto rinunciare alla sua istituzione. Vediamo quali sono le proposte in campo e decidiamo. È chiaro che meno soldi arrivano ai piccoli Comuni e più grandi saranno le nostre difficoltà».
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