Il Tirreno

S’ALZA IL VENTO E A PAGARE SONO GLI ELBANI

di LUCA CENTINI

di LUCA CENTINI Pazienza, nervi saldi e portafoglio pieno. Sono gli elementi imprescindibili in caso di maltempo. Lo hanno capito, loro malgrado, i quasi cinquecento elbani che, tra domenica e...

2 MINUTI DI LETTURA





di LUCA CENTINI

Pazienza, nervi saldi e portafoglio pieno. Sono gli elementi imprescindibili in caso di maltempo. Lo hanno capito, loro malgrado, i quasi cinquecento elbani che, tra domenica e mercoledì, sono rimasti per ore sulle banchine del porto di Piombino.

Il vento non ha fermato solo i traghetti, ma ha bloccato centinaia di persone modificando programmi, creando disagi, facendo saltare appuntamenti. Il mare, del resto, non perdona. E chi vive all’Elba sa bene che il maltempo può allungare senza pietà quelle poche miglia che separano Portoferraio da Piombino. Ma, stavolta, non è questo il punto. Eventi come quelli di ieri sono sempre più frequenti, le allerta meteo vengono diramate con largo anticipo. Al tempo stesso, basta parlare con il primo elbano che trovate in zona porto, le navi si fermano molto più rispetto al passato. Ecco perché sono dissonanti le immagini di questi giorni: persone accampate alla stazione marittima, magari con il bar chiuso. Passeggeri costretti a pagarsi tutto di tasca loro: dai pasti, alle bibite fino agli hotel o ad accontentarsi di dormire sulla poltroncina di una nave aperta su iniziativa di una compagnia privata, senza coperte e con la valigia come guanciale. Centinaia di persone disorientate e senza qualcuno, dall’Autorità portuale fino alle compagnie, che si preoccupi per loro di predisporre un sistema di accoglienza più o meno strutturato in caso di emergenza.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa