Toscana
La rivoluzione digitale ha contagiato anche le chiese elbane
Gli archivi con le notizie anagrafiche delle parrocchie sono disponibili e consultabili dai cittadini su Internet
PORTOFERRAIO. Nell’era della rivoluzione internettiana e informatica potevano passare indenni gli archivi parrocchiali della diocesi di Massa-Piombino? Esiste un sito, si chiama ‘Sipa.net’ (acronimo di Sistema Informativo Parrocchiale) ed è la nuova piattaforma online per la creazione e gestione dei siti parrocchiali italiani. E naturalmente anche quelli dell’Isola d’Elba.
Consente a ogni parrocchia di gestire il proprio sito web, in autonomia e con assoluta semplicità, aggregare contenuti provenienti da fonti autorevoli, integrare i propri social network. In parole povere, se il povero curato era costretto a trascrivere manualmente nel ‘librone’ i sacramenti, adesso può farlo on line. Anche se in questa attuale fase non è stato definitivamente mandato in soffitta il caro e vecchio registro parrocchiale. Eppure, come appaiono lontani i tempi del Concilio di Trento (XVI secolo), quando furono resi obbligatori i registri anagrafici delle parrocchie. Il XXI secolo ne decreta la fine.
Però attenzione, non è che sia consultabile in toto. Occorre sempre rivolgersi alla Curia diocesana, inviare i dati che interessano e questi saranno inoltrati per mezzo di e-mail al richiedente. «Ed è anche facilmente comprensibile un’operazione del genere – dice don Gianni Mariani, decano dei sacerdoti dell’Elba e titolare della parrocchia di San Giuseppe in Carpani – anche per una questione di privacy». E aggiunge don Mariani: «Gli archivi però non sono completi. Se si vuole ricostruire il percorso cattolico di un individuo, basta che il soggetto si sia trasferito altrove che ecco ci manca per esempio il certificato di matrimonio se questi si è sposato in un’altra città».
Un passo dunque in avanti nel dotarsi di moderne tecnologie, ma anche una fragilità insita nello stesso sistema che potrebbe inficiare il lavoro di ricostruzione dell’albero genealogico di una persona o di un’intera famiglia. Un’enorme mano, comunque l’ha data l’archivio storico di Firenze. Che ha messo tutti i dati relativi all’Elba di cui dispone in rete e consultabili, anche se riguardano solo il periodo napoleonico e quello risorgimentale, compresi i primi cinque anni d’unità d’Italia. E poi basta. Il sito da cui accedere è “Antenati” e lo si può usare attraverso il sistema archivistico nazionale. «Ci si trovano notizie riguardanti l’Elba molto interessanti – ammette Umberto Gentini, redattore della rivista storica elbana ‘Lo Scoglio’ – Naturalmente sono menzionati anche i matrimoni e le morti. Per il ricercatore è davvero un prezioso aiuto».
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