Il Tirreno

La lunga notte trascorsa sulle poltrone della nave

La rabbia per i disagi nel racconto degli elbani bloccati a Piombino Tante ore nel salone della Love e il ritorno a casa solo nella serata di ieri

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PORTOFERRAIO. C’è chi ha provato a chiudere gli occhi piegato sulla poltroncina. Chi, invece, si è steso sul pavimento della nave coperto con un giaccone e ha usato la valigia come un guanciale. Altri si sono accampati nell’area dei giochi per bambini del traghetto. Diverse decine di elbani che, bloccati a terra dal vento di ponente, hanno trascorso oltre 24 ore a bordo del traghetto della Moby Love, aperto dalla compagnia di navigazione e messo a disposizione di coloro che, alla stregua di quanto accaduto domenica, non hanno scelto di sistemarsi in hotel o da amici e parenti. «Sono salita su questo traghetto e non so ancora quando potrò scendere – racconta Rossana Catarella, poco dopo le 17 – non abbiamo informazioni certe, ma solo un passaparola. E il dato di fatto è che non sappiamo ancora quando e se possiamo ripartire».

Nell’arco di 24 ore i passeggeri rimasti bloccati a terra a Piombino hanno vissuto sentimenti contrastanti. Dalla rabbia per la mancata partenza del traghetto anche quando alle 18 «le condizioni del mare non parevano affatto proibitive», racconta la signora Rita. Fino alla stanchezza e alla rassegnazione. Ma con il passare delle ore è cresciuto il malcontento dei passeggeri rimasti bloccati a terra per il ponente, che ieri mattina ha raggiunto i 130 chilometri orari. «Abbiamo dormito a bordo del traghetto, in una sorta di accampamento – racconta la signora Rossana – con il passare delle ore le condizioni dei bagni sono peggiorate. Non si poteva uscire dalla nave, altrimenti avremmo perso la priorità e avremmo dovuto rifare il biglietto: Il bar aperto? Certo, ma abbiamo dovuto pagare qualsiasi cosa. Non so di chi sia la responsabilità, ma credo che in questi casi - in un paese civile – qualcuno avrebbe dovuto pensare almeno a distribuire delle coperte o dei generi alimentari. E se uno non avesse avuto soldi in tasca, a parte quelli del biglietto? Non avrebbe neanche mangiato».

Alla stregua di quanto accaduto domenica, i passeggeri non hanno apprezzato il modo con il quale sono stati informati sull’evolversi delle condizioni meteo. «Nessuno è venuto a fornirci delle informazioni – racconta la signora Rita – eravamo noi a chiedere, senza mai avere indietro risposte precise. Se ho dormito? Sì, sdraiata tra due poltroncine». Tra i passeggeri erano presenti anche alcuni anziani e una paziente, a bordo di una ambulanza medicalizzata.

Non è mancato, tra i passeggeri che hanno trascorso la notte a bordo del traghetto della Moby che ha comunque apprezzato la disponibilità della compagnia che, come domenica, ha fatto salire a bordo i passeggeri: «Un po’ di file ai due bagni aperti – ha detto Adolfo Tirelli, uno dei passeggeri che hanno dormito sul Love – ci sarebbe stato bisogno di qualche coperta, ma nel complesso siamo stati bene e il riscaldamento era accesso».

L’odissea degli elbani, molti di loro, erano partiti nella prima mattina di martedì per Piombino, si è conclusa solo nella serata di ieri, con la partenza del traghetto Love dal porto di Piombino.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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