Il Tirreno

Aferpi, via alla trattativa sulle assunzioni

di Cristiano Lozito
Aferpi, via alla trattativa sulle assunzioni

Il sindacato chiede 254 rientri ma l’azienda avverte: nessun diktat sui numeri. Martedì l’incontro Rebrab-Guidi

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PIOMBINO. Rebrab dà l’ok all’avvio di una trattativa sulle nuove assunzioni in Aferpi ma avverte: nessun diktat dal sindacato sui numeri, perché la soluzione dovrà tener conto delle reale capacità dei laminatoi di assorbire altro personale.

Se il sindacato ha un obiettivo, e cioè il rientro in fabbrica di 254 lavoratori dalla cig, sembra dunque plausibile immaginare la disponibilità di Aferpi per soluzioni su numeri inferiori. Ma un accordo alla fine si troverà, anche per le pressioni del ministero dello Sviluppo economico, che si attende qualche giorno di tregua dal fronte piombinese, prima dell’incontro tra il presidente di Aferpi e il ministro Federica Guidi.

La visita di Rebrab dal ministro è data per probabile martedì prossimo, 16 febbraio, con l’incontro tra azienda, istituzioni e sindacati che ieri il Governo ha ufficialmente rinviato al pomeriggio del primo marzo.

Il presidente di Aferpi infatti conta di incontrare Guidi con in mano il nome del partner scelto per l’acciaieria elettrica e la tecnologia dell’impianto. Secondo fonti aziendali Rebrab ha assicurato che da lì, nel giro di pochi giorni, firmerà la lettera d’intenti, per staccare poi l’ordine entro la fine di marzo.

Rebrab – che ieri ha proseguito i suoi incontri con vari fornitori – ha ribadito ai suoi uomini che il progetto va avanti nella sua interezza, considerando in questa fase il nuovo treno rotaie (a giorni si attende l’esito della gara di Rfi) fondamentale alla stessa stregua dell’acciaieria elettrica.

Il presidente di Aferpi però, manifestando il consueto aplomb, non ha chiarito come affronterà la questione dal punto di vista finanziario, sostenendo di avere piena disponibilità del proprio patrimonio.

Ma la questione dei finanziamenti, al di là delle rassicurazioni fornite da Rebrab, che verranno messe alla prova nel giro di 20 giorni, resta il tema fondamentale, sul quale prosegue il lavoro con le banche dell’amministratore delegato, Fausto Azzi.

Intanto, il sindacato, nonostante l’ok all’avvio delle trattative per le assunzioni, ha proclamato un’ora e mezzo di sciopero con assemblee per la giornata di oggi, spiegando che il rinvio dell’incontro al Mise (precedentemente fissato per oggi) fa sì che «le nostre preoccupazioni restino tali».

La decisione è arrivata al termine del consiglio di fabbrica di ieri dove alla fine ha prevalso la tesi della Fiom (o meglio della sua maggioranza), per una scelta che comunque il sindacato vuol ribadire essere arrivata «senza divisioni ma dopo un dibattito approfondito».

Oggi dunque sciopero dei lavoratori del primo turno dalle 9 alle 10,30 con assemblea al Dup, quelli del secondo turno si fermeranno dalle 14,30 alle 16 sempre con assemblea al Dup, mentre i lavoratori del turno spezzato scioperano dalle 15,30 a fine turno per partecipare all’assemblea generale di tutti i lavoratori interni ed esterni che si terrà dalle 16 alle 18 al Centro giovani. Infine il turno di notte si riunirà al Dup dalle 22,30 alle 24.

«Nel corso delle assemblee – dicono Rsu e segreterie dei metalmeccanici – verranno decise le ulteriori iniziative per il raggiungimento degli obiettivi che sono prioritari per il sindacato: la realizzazione completa del piano industriale e la garanzia di un futuro certo per tutti i diretti e i lavoratori dell’indotto».

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