La protesta
«Sul contributo di sbarco pronte tre bozze d’accordo»
PORTOFERRAIO. «Entro una settimana convocherò tutti i sindaci elbani. Portoferraio metterà sul tavolo tre ipotesi di regolamento sul contributo di sbarco e una bozza di convenzione». A svelare le...
PORTOFERRAIO. «Entro una settimana convocherò tutti i sindaci elbani. Portoferraio metterà sul tavolo tre ipotesi di regolamento sul contributo di sbarco e una bozza di convenzione». A svelare le prossime mosse del suo Comune è Mario Ferrari, di ritorno dalla riunione dell’Ancim che si è tenuta nella mattinata di ieri a Roma.
Il sindaco si è recato nella capitale con il suo vice Roberto Marini: presenti per l’Elba anche il coordinatore della Gestione associata del turismo Claudio Della Lucia e i sindaci delle due Rio Renzo Galli e Claudio De Santi. L’incontro è servito per fare un minimo di chiarezza sul meccanismo del nuovo contributo di sbarco, la cui legge istitutiva è entrata in vigore il 2 febbraio.
«Nella riunione ha trovato delle conferme la nostra linea interpretativa – ha spiegato il sindaco Ferrari – la legge è entrata in vigore e adesso viene il momento di dare forma ai regolamenti. Le nostre posizioni sull’utilizzo del gettito trovano riscontro. Portoferraio farà la sua proposta, articolata in tre alternative con l’obiettivo di accorciare i tempi il più possibile». I nodi principali, all’origine dello scontro con Ruggero Barbetti, sono relativi alla suddivisione del gettito del contributo e a come utilizzarlo. Ferrari sembra puntare forte sull’utilizzo dei soldi del contributo a sostegno del ciclo dei rifiuti: «È un argomento centrale – spiega – si deve tener conto che l’Elba è compresa in un Ato e al tempo stesso i cittadini hanno bisogno di interventi per l’ambiente e un servizio vicino alle proprie esigenze». In questo contesto non si non può tenere conto di come Portoferraio disponga della società partecipata Idea Srl che, nata nel 2014, di fatto non è mai entrata in azione e ha come mission proprio la fornitura di servizi legati al ciclo dei rifiuti e ad interventi di riqualificazione ambientale. Non è da escludere che il meccanismo del contributo di sbarco possa intrecciarsi con il destino della partecipata. Non per questo la promozione turistica passerebbe necessariamente in secondo piano. «Quel che è certo – taglia corto Claudio Della Lucia – è che le interpretazioni della legge sono tutte valide. Ma, di fatto, non si può in alcun modo fare a meno di un accordo tra i Comuni».
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