Il Tirreno

Il quadro rubato torna ai proprietari dopo vent’anni

di Luca Centini

Il Gordigiani del 1881 fu rubato in una casa di San Vincenzo da una banda di ladri, incastrata all’Elba dai carabinieri

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PORTOFERRAIO. Ci sono voluti vent’anni, ma alla fine il quadro d’autore rubato è tornato ai legittimi proprietari. Stiamo parlando di un ritratto del maestro Michele Gordigiani, trafugato tra il 1996 e il 1997 da una banda di ladri seriali in una casa di San Vincenzo. Merito dei carabinieri dell’Arma dell’Isola d’Elba che, con l’aiuto dei militari del nucleo tutela del patrimonio culturale e dell’Arma di Piombino, hanno portato a termine un’indagine lunga quanto minuziosa con la quale è stata accertata l’identità e l’appartenenza del dipinto del maestro macchiaiolo, che ha un valore di diverse decine di migliaia di euro.

Dopo circa vent’anni dall’avvenuto furto del quadro, ieri mattina, i carabinieri elbani hanno riconsegnato il dipinto a Marina Lodola, una delle due figlie del proprietario Mario Lodola, deceduto alcuni anni fa. Si tratta del “Ritratto di fanciullo con cappello”, risalente al 1881, di 2 metri di altezza per 1,50 di larghezza e 29 centimetri di profondità (cornice inclusa): probabilmente raffigura uno dei figli di un nobile di Livorno.

La cerimonia di riconsegna è avvenuta all'interno della Villa napoleonica dei Mulini a Portoferraio alla presenza della nuova direttrice Antonia D’Aniello, dove il quadro è stato custodito in questi anni, dopo che il Tribunale di Livorno ne aveva disposto il sequestro.

Il quadro del maestro toscano fu rubato tra l’ottobre del ’96 e il gennaio del ’97 dalla casa estiva del signor Lodola, a San Vincenzo. Ma il dipinto fu ritrovato solo nel 2001, dopo che i carabinieri elbani arrestarono la banda di ladri seriali che faceva riferimento a Marino Marini, responsabile in quegli anni di una lunga serie di furti all’Isola d’Elba e nel continente.

La banda, specializzata in furti di opere d’arte e oggetti di valore, fu colta in flagranza di reato dai carabinieri dell’isola d’Elba in un’abitazione in località Picchiaie, a Portoferraio. Nel corso della perquisizione in un capannone a Campiglia Marittima di proprietà di uno dei membri della banda, Angelo Novelli, il quadro fu ritrovato dai carabinieri elbani e piombinesi e messo sotto sequestro, assieme a una miriade di altri beni trafugati, dagli ori fino ad opere d’arte e addirittura imbarcazioni.

L'iniziale irreperibilità del dipinto nella banca dati delle opere rubate, all’epoca solo in fase embrionale, ha reso necessario un paziente lavoro di ricostruzione da parte dei carabinieri, concluso solo nell’ottobre 2015. Già da diversi anni, tuttavia, la famiglia Lodola era stata avvertita del ritrovamento del quadro assegnato in custodia all’allora responsabile dei musei napoleonici Roberta Martinelli, in attesa che le lunghe procedure giudiziarie giungessero al termine. Pochi mesi fa, dunque, i militari dell'Arma elbana hanno avuto le ultime conferme circa l’autenticazione e hanno chiesto e ottenuto il dissequestro dell'opera dal tribunale di Livorno e hanno potuto riconsegnare il dipinto agli eredi.

Il dipinto sarà ritirato materialmente giovedì prossimo. «È stata una grande emozione ritrovare il quadro che ho sempre visto a casa mia – ha spiegato Marina Lodola – si tratta di un’opera che era nelle disponibilità della mia famiglia e mio padre aveva ereditato. Ci sono voluti anni ma grazie ai carabinieri questa storia ha avuto il suo lieto fine». Ora la figlia, arrivata da Modena, deciderà assieme alla sorella che fare del quadro che - una volta valutato - potrebbe essere venduto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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