Il Tirreno

I siderurgici europei marciano a Bruxelles

I siderurgici europei marciano a Bruxelles

Alla manifestazione di lunedì contro il dumping cinese anche Gozzi, presidente di Federacciai

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PIOMBINO. L’industria siderurgica europea manifesterà lunedì prossimo 15 febbraio a Bruxelles per difendere il settore dalla concorrenza sleale della Cina.

Eurofer ha infatti organizzato una marcia, a cui ci si aspetta che parteciperanno alcune migliaia di addetti all’industria di tutta Europa, per «sostenere il libero commercio basato su condizioni di reciprocità, la crescita e l’occupazione» e per «protestare contro il dumping cinese sul mercato dell’Unione europea e la concessione dello status di economia di mercato alla Cina».

Anche Federacciai sostiene l’iniziativa e ha organizzato un volo charter per consentire a qualche centinaio di lavoratori italiani del settore di partecipare alla marcia.

È previsto che sfilino anche il presidente Antonio Gozzi e il direttore generale Flavio Bregant.

«Le importazioni di acciaio in dumping provenienti dalla Cina sono raddoppiate negli ultimi 18 mesi – secondo gli organizzatori della manifestazione – causando direttamente chiusure irreversibili e perdite di posti di lavoro in tutto il settore siderurgico dell’Unione».

Ancora, sottolinea in una nota il segretario generale di Eurofer, Axel Eggert, «la Cina ha una sovraccapacità produttiva di acciaio sul mercato interno di circa 400 milioni di tonnellate, quasi tre volte la domanda totale di acciaio dell’Ue, pari a 155 milioni di tonnellate. Questo eccesso di capacità è dovuto a interventi dello Stato, persistenti nell’economia cinese».

Ecco perché, secondo il rappresentante dell’industria siderurgica europea, «la Cina semplicemente non è un’economia di mercato».

Inoltre, «i prodotti in dumping provenienti dalla Cina hanno un impatto ambientale superiore di circa il 50% rispetto agli equivalenti prodotti nell’Ue».

Intanto la Commissione Ue investigherà «prossimamente» sul dumping cinese nel settore europeo dell’acciaio. Lo ha confermato la portavoce dell’istituzione, Lucía Caudet.

La stessa Commissione ha assicurato di «condividere la preoccupazione» che è stata espressa in una lettera ricevuta da vari ministri dell’Economia e dell’Industria in merito alla crisi dell’acciaio, documento che porta anche la firma del governo italiano.

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