Sicurezza
Aferpi, il Governo propone un rinvio
Il ministro Guidi aspetta Rebrab, possibili incentivi ma servono soldi freschi. Si tratta anche su nuove assunzioni
PIOMBINO. L’incontro tra Aferpi, Governo e sindacati, fissato per dopodomani, sembra destinato a slittare alla fine del mese, in una data ancora da precisare, a meno di un’imprevedibile accelerazione da parte del presidente di Aferpi, Issad Rebrab.
Secondo fonti qualificate è stato il Governo, rappresentato da Giampiero Castano, responsabile dell'unità di gestione vertenze del Mise, a proporre il rinvio, al termine di un incontro che si è tenuto ieri pomeriggio a Roma tra i rappresentanti sindacali e i vertici aziendali.
Come anticipato dal Tirreno, infatti, l’azienda non è nelle condizioni di andare all’incontro fissato per giovedì con la lettera d’intenti per l’acquisto del forno elettrico, condizione che era stata ritenuta essenziale per decidere il precedente slittamento del confronto, alla fine di gennaio.
Il Governo dunque ritiene indispensabile, a questo punto, un confronto con il presidente Issad Rebrab, che potrebbe incontrarsi oggi o domani col ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi, ritenendo inutile un’altra riunione tra le parti di carattere interlocutorio.
Dall’incontro romano filtrano peraltro notizie rispetto all’apertura mostrata da parte dell’amministratore delegato, Fausto Azzi, a discutere con i sindacati della richiesta di procedere all’assunzione in Aferpi di circa 200 lavoratori attualmente in cassa integrazione: disponibilità che assomiglia a una moneta di scambio rispetto a nuovi allungamenti dei tempi per gli investimenti, ed è questo il punto su cui ora si concentrerà il confronto interno al sindacato.
Che dovrà valutare cioè se questa disponibilità può valere l’ulteriore attesa della soluzione dei problemi di Aferpi.
Nell’incontro sarebbe emersa anche la possibilità da parte del Governo di concedere ad Aferpi i cosiddetti “certificati bianchi”, ossia incentivi economici in forma di finanziamenti a chi installa tecnologie ad alta efficienza energetica riducendo l’impatto ambientale.
Il caso della realizzazione di un’acciaieria elettrica rientrerebbe in questa fattispecie: si parla di cifre superiori ai 150 milioni, che ovviamente però non sono in grado di eludere la questione principale, e cioè la capacità o meno di Rebrab di investire in questo momento soldi freschi nel progetto, per i suoi problemi col Governo algerino, tema che fin qui ha bloccato la richiesta di credito alle banche.
Peraltro il gruppo dirigente di Aferpi ha ribadito che per quanto riguarda il lavoro preparatorio svolto in azienda sulla nuova acciaieria elettrica, la situazione è positiva e ormai a un punto decisivo: nei prossimi giorni sono attese le proposte finali dei fornitori del forno elettrico e del nuovo treno di laminazione, fonti aziendali ribadiscono che entro il mese di marzo potrebbe essere compiuta la scelta definitiva.
Nessuna dichiarazione ufficiale è arrivata al termine dell’incontro romano, con i sindacati che si sono presi una notte di tempo per riflettere e poi riunire – probabilmente già oggi – il consiglio di fabbrica per valutare la situazione.
Fim, Fiom e Uilm infatti devono trovare una linea comune, che sintetizzi le varie posizioni interne al sindacato, dove una parte è convinta dell’immediata necessità di un’azione di protesta nei cofronti del Governo, considerato garante dell’operazione Cevital-Aferpi.
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