Il Tirreno

«Le Varianti aiutano l’economia»

di Annalisa Mastellone
«Le Varianti aiutano l’economia»

Urbanistica, Soffritti replica al Comitato per Campiglia e difende il valore degli studi geologici

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CAMPIGLIA. «I no a prescindere non fanno parte del nostro modo di governare. Le varianti dell’atto di indirizzo riguardano richieste da approfondire, in ascolto della società e senza rinunciare alla tutela dell’interesse generale». E’ la replica del sindaco Soffritti alla polemica sollevata dal Comitato per Campiglia sull’avvio dello studio di fattibilità di alcune varianti urbanistiche. Un atto di indirizzo «voluto dalla giunta per ridare un po’ di slancio alle imprese, al lavoro e all’economia locale» ribadisce il primo cittadino, «varianti non marginali che rischiano di stravolgere regolamento urbanistico e piano strutturale», aveva accusato il Comitato. «Le affermazioni e le insinuazioni del Comitato per Campiglia sull'opportunità e i contenuti dell’ipotesi di variante urbanistica meritano una replica, se non altro per informare correttamente – scrive Soffritti in una nota -. La decisione della giunta di approfondire alcune richieste di variante che riguardano previsioni artigianali, commerciali e turistiche, è stata presa per cercare di rispondere in tempi più celeri a istanze che ci paiono meritevoli di approfondimento». Le richieste, come spiegato dal portavoce del Comitato, Alberto Primi, riguardano la realizzazione di un centro commerciale con ambulatori e uffici su un terreno agricolo in zona La Monaca, di un complesso simile all’ingresso nord di Venturina, e di due appartamenti in un giardino tergale (sempre a Venturina) e l’ampliamento di un bed & breakfast esistente a Campiglia. Esclusa l’ultima, per il Comitato sono istanze che, se accolte, rischiano di incidere su punti importanti del regolamento urbanistico, permettendo ampliamenti senza limiti in aree agricole. «Le varianti non sono ancora nemmeno formalmente avviate in consiglio comunale – continua il sindaco -. Mi pare un po' presto per condannare a priori le decisioni, che risponderanno alle nuove normative e non riguardano certo costruzioni in mezzo alla campagna. Forse per trovare previsioni di migliaia di metri cubi in pieno territorio agricolo bisogna guardare altri comuni, non certo il nostro». Gli iter delle pianificazioni sono lunghi e non possono prescindere da studi, consulenze tecniche e specialisti, evidenzia Soffritti, che hanno un alto costo in tempi di realizzazione e soldi. «Provvederemo sicuramente a fare quello che oggi è denominato piano operativo – aggiunge -, prima però dobbiamo adeguare alla nuova legge il piano strutturale per evitare duplicazioni e spese». E risponde in merito ai 15mila euro stanziati per indagini geologiche e sismiche con cui valutare le varianti. «Gli studi che facciamo oggi, semplicemente saranno patrimonio che ci troveremo già fatto nel prosieguo del lavoro e non certamente spese inutili – ribatte -. Rispondere più celermente ad alcune richieste, positivamente o negativamente, credo sia di questi tempi anche un dovere delle amministrazioni. Le lungaggini burocratiche non fanno certo bene all'economia e, senza rinunciare alla tutela dell'interesse generale e dei principi di pianificazione pubblica che ci contraddistinguono, le risposte negative a prescindere come propone il Comitato per Campiglia non appartengono al nostro modo di governare».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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