La protesta
Addio al nonno che sognava lo spazio
Muore a 82 anni Alberto Coradazzi, storico commerciante: nel 2007 fece i test per diventare astronauta
PORTOFERRAIO. Profondo cordoglio in città e non solo per l’improvvisa morte di Alberto Coradazzi (82 anni), storico commerciante di Portoferraio, rappresentante della Confesercenti e referente del partito socialdemocratico. Per molti anni ha gestito il negozio di Upinelba all’interno del mercato coperto delle Galeazze.
Forte il suo impegno nella vita sociale e politica dell’Elba. Ebbe un momento di notorietà internazionale, quando superò, a 73 anni, i test di ammissione per aspiranti astronauti alla Nasa. L’obiettivo della spedizione era di stabilire il nuovo record mondiale dalla pista Nasa Space Shuttle di Cape Canaveral a bordo di un aereo, un Boing 727-200 adattato, alito a 13.000 metri, per poi scendere in picchiata e risalire in parabole extra-atmosferiche.
Astronauta, quindi a 73 anni, da Portoferraio alla famosa base spaziale della Nasa. E’ solo l’apice di una vita tutta in salita e molto impegnativa. Alberto Coradazzi era nato a Parigi nel 1934 da una famiglia di emigranti che, da Tolmezzo, era giunta in Francia. Per trentun anni ha vissuto a Genova. Quindi dal 1966 si è trasferito a Portoferraio con la famiglia. Dopo essersi dedicato al commercio (nel 1990 è stato nominato presidente della Confesercenti) e alla vita politica, raggiunta la pensione si era ritirato dagli impegni sociali, ma non aveva smesso di mantenersi attivo e propositivo. Trascorreva le giornate a Portoferraio dedicandosi allo sport all’aria aperta, a praticare lunghe passeggiate anche di oltre una decina di chilometri con tutte le condizioni del tempo e a leggere libri e giornali.
Un pensionato almeno anagraficamente, ma non nella realtà della vita. E’ per questo che, compiuti i 73 anni, volle mettersi in gioco per dedicarsi alle avventure nello spazio. Fu in questo spirito che superò i test di ammissione nel campus SpaceLand a Grugliasco (Torino) e poi nei siti in alta quota di Sauze d'Oulx. Il suo corpo reagì bene ai test di ammissione (habitat spaziale, survival) insieme al novantatreenne Cesare Massano. Lasciò questa dichiarazione al nostro giornale, prima che partisse per gli Usa diretto a Cape Canaveral. «Per me il volo è sempre stato qualcosa di magico. Rimasi affascinato negli anni Cinquanta quando a Milano, mentre lavoravo sulle carrozze ristoranti dei treni, vidi passare lo Sputnik. Quella capsula illuminata dal sole mi è rimasta nella mente. Ho sempre pensato: chissà se un giorno riuscirò a volare così in alto». Un sogno che è divenuto realtà. Ha anche partecipato alla trasmissione televisiva “Uomini e donne” di Maria De Filippi. I funerali si terranno domani, lunedì 8 febbraio, alle 15,30 nella chiesa della Pietà del cimitero del Santissimo Sacramento a Portoferraio. Alla famiglia le condoglianze della redazione elbana del “Tirreno”.
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