Sicurezza
Legambiente difende il progetto di Parco e Ispra
PORTOFERRAIO. Legambiente sta con la biodiversità e la scienza e si dichiara contraria all’immissione venatoria sulle isole dell’arcipelago di specie faunistiche non indigene. La presa di posizione...
PORTOFERRAIO. Legambiente sta con la biodiversità e la scienza e si dichiara contraria all’immissione venatoria sulle isole dell’arcipelago di specie faunistiche non indigene. La presa di posizione del Cigno Verde è nata all’indomani della pubblicazione del progetto di eradicazione della lepre europea (“lepus europaeus”) da Pianosa, progetto che l’associazione difende a spada tratta dagli attacchi degli animalisti. «Si tratta – scrive Legambiente - dell’ennesimo caso di immissione venatoria insieme a cinghiale e muflone per i quali Legambiente continua a chiedere l’eradicazione dall’Elba. Esso, alla fine, trova i suoi difensori in alcune associazioni animaliste che si scagliano a testa bassa contro il progetto di eradicazione della lepre europea da Pianosa, evitando che si continuino a perpetrare inutili sofferenze per animali introdotti in natura solo con lo scopo di ucciderli».
Non è il caso di Pianosa, dove Parco e Ispra, attraverso il progetto Life “Island conservation in Tuscany”, che ha fatto diventare le isole Toscane un esempio di recupero ecologico per tutto il Mediterraneo, applicano semplicemente quanto previsto dalle direttive europee e dal Ministero dell’ambiente per l’eradicazione delle specie “aliene” e il ripristino ecologico degli habitat, «tanto più doveroso – spiega Legambiente – in un’isola in passato pesantemente alterata dalle attività antropiche/carcerarie».
»I toni della polemica – precisa Legambiente - sono purtroppo gli stessi utilizzati contro l’eradicazione dei ratti a Montecristo, che vide allora una strana alleanza tra alcune associazioni animaliste, gli anti-parco, la destra e alcuni amministratori comunali e parlamentari confusionari e/o confusi, che volevano far passare per una strage biblica il progetto Life Montecristo 2010».
«Gli amici animalisti hanno certamente ragione su una cosa: la colpa non è degli animali, è dell’uomo. Ma noi crediamo – conclude Legambiente - che di fronte a scelte sbagliate sia lo stesso uomo a dover intervenire e correggere a ristabilire un equilibrio che non sono stati gli animali a mutare. Uno squilibrio che non fa parte della naturale evoluzione della natura».
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