Il Tirreno

Aferpi, Governo in pressing su Rebrab

di Cristiano Lozito
Aferpi, Governo in pressing su Rebrab

Di nuovo in forse l’annuncio del forno elettrico, Guidi incontrerà il patron di Cevital all’inizio della prossima settimana

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PIOMBINO. Sarà un incontro all’inizio della prossima settimana tra il ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi, e il presidente di Aferpi, Issad Rebrab, a chiarire la situazione delle acciaierie.

Un incontro spartiacque perché il Governo intende affrontare la questione col patron della società algerina prima del confronto tra sindacati, azienda e governo di giovedì 11. Guidi cioè vuole verificare in prima persona lo stato dell’arte, e più in generale il Governo intende evitare un’altra situazione infuocata come quella vissuta nei giorni scorsi coi lavoratori dell’Ilva di Genova.

Vuol capire insomma se Rebrab inizierà finalmente a dar corpo al progetto Cevital-Aferpi con un impegno finanziario preciso. Cioè, ancora più chiaramente, se l’imprenditore algerino ha i soldi per sostenere il peso di circa 600 milioni di investimenti necessari all’acciaieria elettrica e al nuovo treno rotaie.

Anche l’incontro dell’11 del resto al momento è confermato ma non sicuro. Per quella data l’azienda si era impegnata a presentare la cosiddetta lettera d’intenti per l’acquisto del forno elettrico, ma ancora è incerto se Rebrab sarà in grado di produrla. Il management piombinese si mostra sicuro che l’impegno sarà mantenuto, se non quel giorno in ogni caso entro il mese, e spinge perché l’incontro dell’11 si tenga comunque, con la convinzione che mostrare il lavoro fin qui prodotto rappresenti in ogni caso una garanzia delle intenzioni di Aferpi.

Situazione complessa, dunque, e clima teso dopo un’inchiesta del Sole 24 ore, uscita ieri, in cui il giornale di Confindustria dipinge un quadro a tinte fosche per le enormi difficoltà di Rebrab a ottenere dalle banche il credito necessario a sostenere i suoi progetti, nell’impossibilità di disporre liberamente dei propri capitali depositati in patria, per via dello scontro in atto col governo algerino. Il no sarebbe arrivato anche da Bnl, ramo italiano di Bnp-Paribas, per un prestito di appena una quarantina di milioni, nonostante quella banca sia quella con cui Cevital dall’Algeria muove all’incirca un miliardo all’anno.

Per il Sole 24 ore – che ha sempre considerato inaffidabile la proposta algerina, tanto da attaccare pesantemente anche il commissario Piero Nardi, per aver preferito Cevital a Jindal – in sostanza Rebrab dunque non è in grado di far fronte al piano di investimenti annunciato, e il suo progetto piombinese è destinato a fallire.

Ovvio che l’articolo del Sole 24 ore ieri sia stato vissuto in azienda come un “attacco a orologeria”, proprio alla vigilia degli incontri del Mise, e prima ancora di quello a Roma tra Guidi e Rebrab, comunque atteso a Piombino martedì prossimo.

«Si tratta di un articolo fatto solo per nuocere a un progetto importante per la città e per centinaia di famiglie», è l’unica dichiarazione che arriva da Aferpi, ma la tesi complottista non è propria solo dell’azienda, ma pure del sindacato, che ieri è rimasto in silenzio annunciando per oggi una presa di posizione ufficiale su quello considerato appunto l’ennesimo attacco da parte della concorrenza siderurgica del Nord.

Fonti aziendali peraltro provano a dispensare serenità, sulla base del lavoro fatto in questi mesi, definito «senza sosta» dall’avvio del nuovo corso, all’inizio di novembre, con l’addio a Farid Tidjani e l’ingresso come amministratore delegato di Fausto Azzi: Aferpi dunque sostiene non solo di aver ormai pronto il master plan, ma anche che sono ormai in uno stadio avanzato i progetti per l’acciaieria elettrica, per il nuovo treno rotaie, per le bonifiche e per la liberazione delle aree destinate all’agroindustriale.

Inoltre i laminatoi starebbero producendo vergella (anche per l’Algeria) e rotaie nelle consuete quantità, con problemi solo con le barre, per le quali è via di definizione un contratto di fornitura che consentirà un’attività più continua.

Per il mercato delle rotaie si attende in tempi brevi l’apertura delle buste per la gara di Rfi, che in caso di successo garantirebbe due anni di lavoro. Inoltre i rapporti di Azzi con le banche avrebbero consentito di trovare linee di credito sufficienti a garantire gli investimenti. A condizione però che Rebrab metta denaro fresco in quantità tale da convincere gli istituti di credito a fare la propria parte.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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