Sicurezza
«Varianti dannose su zone importanti di Campiglia»
Il Comitato attacca l’atto di indirizzo della giunta Primi: «Ampliamenti senza limiti in aree agricole»
CAMPIGLIA. «Quelle varianti non sono marginali, rischiano di stravolgere regolamento urbanistico e piano strutturale». Il Comitato per Campiglia torna a parlare dell’atto di indirizzo con cui la giunta, in ottobre, ha avviato lo studio sull’attuabilità di alcune richieste di varianti anticipatorie degli strumenti urbanistici. Le quattro richieste, premette il Comitato, sono previste in aree conosciute sotto i punti di vista geologico, sismico e idrogeologico.
Per cui, l’ufficio urbanistica avrebbe dovuto valutarne l’accoglimento considerando le conseguenze su ru e ps, anche alla luce del nuovo piano paesaggistico regionale (pit). E in base a queste valutazioni sarebbe poi stato il consiglio a discutere le varianti presentate e a “fare le scelte politiche che gli competono (in materia urbanistica, ndr)”. «Per quel che abbiamo capito – dice Alberto Primi, portavoce del Comitato -, tra le quattro le richieste presentate, una vorrebbe realizzare in un terreno agricolo dietro la Conad un nuovo centro commerciale di svariate migliaia di metri cubi per ristorante, commercio non alimentare, ambulatori e uffici; un altra richiesta prevede di fare un complesso (sempre per varie migliaia di mc.) per nuovi uffici e un centro di media distribuzione alimentare (un altro supermercato) all'inizio di Venturina lato Nord. La terza richiesta prevede di realizzare due appartamenti in un giardino di pertinenza di un fabbricato già in zona satura a Venturina e di realizzare una nuova costruzione in Campiglia centro per ampliare un bed & breakfast. In pratica, salvo forse l’ultima se gestita intelligentemente, sono tutte varianti non marginali, perché rischiano di incidere su punti importanti. Se accolte, comporteranno ampliamenti in zone agricole contro i principi stessi del pit che prevede di individuare dei limiti precisi dell’abitato». Considerando inoltre, va avanti Primi, che, se accolte, la variante relativa all’area La Monaca «porterà ulteriore impoverimento del centro di Venturina con perdite di attività non si sa quanto compensate da nuovi posti di lavoro», la seconda «manderà a monte il progetto sostenuto dall’amministrazione, della Porta Nord e dell’altrettanto sciagurata lottizzazione dei laghetti di Tufaia», mentre l’ultima «diventerà un precedente che permetterà a tanti di costruire abitazioni in seconda schiera nei resedi privati. In un Comune normale queste considerazioni sarebbero state fatte dagli uffici preposti e la giunta avrebbe portato in consiglio comunale il dibattito sui pro e contro della scelta di fare varianti di anticipazione – sottolinea Primi - Invece si decide subito di spendere 15mila euro per fare indagini tecniche (geologiche e sismiche, ndr) che risulterebbero tutte o in parte inutili se il consiglio decidesse di non accogliere tutte o parte delle richieste di variante, in particolare quella prevista su un'area agricola e di confine come il nuovo centro commerciale dietro la Conad. In pratica è come dire che la giunta, scavalcando il consiglio, ha già deciso cosa fare secondo il principio che chi ha il potere se lo gestisce come gli pare, in base al principio di autocrazia del sindaco e non di democrazia. Meglio farebbe il sindaco ad attivare immediatamente la revisione generale del ru ormai in scadenza (2016) invece di star dietro a presunte operazioni di sviluppo economico, turistico ed occupazionale sulla cui veridicità è tutto da vedere e da discutere già in linea di principio e non a posteriori».
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