Sicurezza
La legge sui cinghiali incide poco all’Elba
PORTOFERRAIO. «Chiederemo alla Regione che si proceda alla completa eradicazione dei cinghiali dall’Elba, in quanto specie animale non autoctona». Umberto Mazzantini, responsabile di Legambiente...
PORTOFERRAIO. «Chiederemo alla Regione che si proceda alla completa eradicazione dei cinghiali dall’Elba, in quanto specie animale non autoctona». Umberto Mazzantini, responsabile di Legambiente Isole minori, non usa mezzi termini nell’esprime il punto di vista degli ambientalisti all’indomani della legge emanata dalla giunta Rossi a proposito della caccia ai cinghiali valida per tutto l’anno.
«C’era già una legge relativa alla caccia degli ungulati - continua ancora Mazzantini - se solo i cacciatori avessero consentito di applicarla. L’impressione che se ne ricava - conclude il rappresentante del Cigno Verde - è che con quest’ultimo provvedimento si sia fatto un bel regalo ai cacciatori, non quelli elbani perché qui almeno c’è il Parco, ma mi riferisco a quelli del comprensorio».
Non stravolge il quadro generale la legge emanata dalla Regione. Anche perché essa prende in considerazione in Toscana le cosiddette zone bianche e il territorio elbano, su cui insiste anche il parco nazionale non ne prevede nessuna. «Il calendario venatorio riguardante la caccia agli ungulati – puntualizza Graziano Signorini, presidente della Federazione dei cacciatori dell’Isola d’Elba, che proprio ieri sera ha riunito i suoi iscritti per esaminare il nuovo quadro normativo alla luce dell’ultimo provvedimento adottata dalla giunta Rossi– si chiude ufficialmente con la fine di gennaio; ma la Provincia autorizzava, nell’arco dei 365 giorni delle braccate, quando le circostanze le rendevano utili. Senza poi contare la cinquantina di cacciatori elbani che aveva dal parco l’autorizzazione di cacciare il suino selvatico anche nei periodi di fermo caccia. Il quadro definitivo si compone con le gabbie che sempre l’ente parco ha distribuito tra i vari contadini e agricoltori isolani». Ma diamo una sguardo alle cifre. Settecento-ottocento capi finiscono nelle gabbie del parco; cinquecento/seicento cadono in occasione delle braccate, sempre nell’arco dell’anno; infine circa 150 esemplari sono abbattuti dalle squadre di cacciatori abilitati dal parco alla caccia rappresentano il quadro della situazione elbana.
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