Sicurezza
Ex Tre Emme: «Non sappiamo più come vivere»
PIOMBINO. Aferpi e una generale situazione che resta preoccupante così come il cronoprogramma della Cevital sul rilancio dell’acciaio piombinese. Tanti gli operai ancora a spasso che proprio non ce...
PIOMBINO. Aferpi e una generale situazione che resta preoccupante così come il cronoprogramma della Cevital sul rilancio dell’acciaio piombinese.
Tanti gli operai ancora a spasso che proprio non ce la fanno più ad aspettare. Due ex dipendenti Tre Emme si sono rivolti al giornale.
«Siamo in mezzo alla strada – raccontano – così come, ancora, tutto l’indotto delle acciaierie».
La crisi morde e si sente.
«Dal 2014 siamo in cassa integrazione, da quando nella primavera 2014 abbiamo smesso di timbrare il cartellino. Cassa integrazione con 700-800 euro al mese più gli assegni familiari perché abbiamo figli». Poi, sempre peggio.
«Dal maggio 2015 – spiegano – la ditta ha licenziato ed è arrivata la disoccupazione. In pratica si vive di sussidio Inps. Partiti da 900 euro, dal quarto mese è scattata la riduzione del 3%; ormai non abbiamo né lavoro né soldi. Non sappiamo più di che vivere: politici, sindacati, qualcuno se lo ricorda?».
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