Il Tirreno

«Contributo di sbarco, usiamolo per i rifiuti»

«Contributo di sbarco, usiamolo per i rifiuti»

La proposta di Vivere Porto Azzurro: sfruttare i soldi per ridurre i cattivi odori, aumentare la differenziata e dare così un ambiente migliore ai turisti

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PORTO AZZURRO. «Usiamo il contributo di sbarco per il ciclo dei rifiuti». Il gruppo consiliare di minoranza Vivere Porto Azzurro, pur dichiarandosi contrario all'aumento del contributo, fa tuttavia delle proposte al sindaco Luca Simoni sul suo utilizzo. Si tratta di suggerimenti che vanno nella direzione dello smaltimento dei rifiuti domestici (come la produzione di biogas dai rifiuti organici), della salvaguardia dell'ambiente, nonché in interventi di carattere turistico-culturale. «La legge - spiegano Massimo Correani e Enrico Tonietti - contiene misure in materia di tutela della natura e sviluppo sostenibile, valutazioni ambientali, energia, acquisti verdi, gestione dei rifiuti e bonifiche, difesa del suolo e risorse idriche. Inoltre, l'articolo 33 consente ai comuni, con sede giuridica nelle isole minori di istituire un contributo di sbarco da applicare fino ad un massimo di due euro e 50. Un tale aumento di costi potrebbe pregiudicare quel tanto propagandato allungamento della stagione e la già tartassata vacanza del fine settimana». In considerazione del fatto che il gettito del contributo è previsto per finanziare interventi di raccolta e di smaltimento dei rifiuti, gli interventi di recupero e salvaguardia ambientale nonché interventi in materia di turismo, cultura, polizia locale e mobilità nelle isole minori. Ecco che il contributo potrebbe rivelarsi utile per la zona di Lido, compresa nei territori di Porto Azzurro e Capoliveri, dove insistono molte strutture ricettive e vi abitano molti cittadini che lamentano ormai da troppi anni la presenza di odori molesti ampliatisi dopo la scelta di produrre compost presso l'impianto di Buraccio. Ecco allora le proposte di Vivere Porto Azzurro: si potrebbe investire parte del maggior introito per favorire la produzione di compost presso le molte abitazioni che hanno nelle loro prossimità un piccolo giardino o un terreno e che contestualmente; finanziare una parte del contributo per uno studio impiantistico e tecnico per la produzione di compost secondo le procedure già utilizzate con successo in altri Comuni con produzione di biogas dai rifiuti organici, in soli 14 giorni, grazie alla tecnologia utilizzata che consente l'impiego del gas per produrre energia termica ed elettrica e di produrre compost pulito e utilizzabile senza creazione di effluvi maleodoranti. «Perché non investire infine parte del maggior introito nel progettare una più spinta raccolta del vetro e della plastica?» (l.c.)

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