La protesta
«Questo territorio ha potenzialità enormi»
Il condirettore generale del Banco Popolare De Angelis: siamo qui per metterci la faccia, a disposizione delle aziende
VENTURINA. La Maremma e la Val di Cornia sono un territorio unico sotto il profilo economico.
Se n’è accorto il Banco Popolare che, presente nella zona con la Cassa di Risparmio di Lucca, Pisa e Livorno, ha scelto il Castello di Magona per uno dei tradizionali incontri con le aziende della zona. C’era Fausto Azzi di Aferpi, ma c’erano soprattutto decine e decine di piccoli imprenditori che, con fatica e anche coraggio, tengono in piedi il tessuto economico dell’area: difficile del resto pensare che un futuro si possa garantire solo con fumo e acciaio, quelli che sono bimbi adesso potranno restare a vivere qui solo se l’economia spazierà a 360 gradi e se, dove un tempo c’erano l’allegra chimica di Stato che ha avvelenato la piana di Scarlino e la siderurgia con regole antiche che ha devastato 800 ettari fra Ischia di Crociano e il porto, si riuscirà a dare maggiore attenzione all’ambiente senza perdere in competitività.
Certo, in questo contesto, l’accesso al credito diventa tassello fondamentale.
«Siamo qui per metterci la faccia - ha detto Domenico De Angelis, condirettore generale del Banco Popolare, accompagnato da Matteo Faissola, insediatosi da poco alla guida della Cassa di Risparmio di Lucca, Pisa e Livorno e dal capo area Carlo Dini -, perché in questi ultimi tempi cittadini e aziende stanno perdendo fiducia nel sistema bancario. Noi siamo un gruppo solido e ci mettiamo grande professionalità sia nei confronti di chi ci affida il denaro, sia nei confronti di chi il denaro ce lo viene a chiedere per i propri investimenti. Adesso è il momento di crederci e noi siamo a disposizione».
Un incontro, quindi, finalizzato a instaurare un dialogo diretto con gli imprenditori della zona.
«Il dialogo costante con le imprese - ha detto ancora De Angelis - è per noi un momento importantissimo per comprenderne idee, esperienze e progetti. Solo così possiamo dare le risposte e le soluzioni che ci chiedono. Come gruppo bancario crediamo moltissimo nella Toscana e siamo convinti che questo territorio, Maremma, Val di Cornia e provincia di Livorno in generale, abbia enormi margini di crescita».
La piana di Scarlino, l’area industriale di Piombino, le aziende di Venturina, Campiglia, Suvereto e delle Colline Metallifere, il mondo dell’enogastronomia, dall’Argentario e dall’Amiata fino a Bolgheri, possono sfruttare il trampolino di lancio del nuovo porto, ma anche della Grosseto-Siena, quando finalmente sarà terminata, per creare un asse che abbia i propri punti di forza nella logistica in zona e nei trasporti verso il Nord-est senza passare per l’A1.
Per questo ad ascoltare De Angelis e Faissola c’erano, oltre a rappresentanti istituzionali come l’assessore di Piombino Claudio Capuano e il presidente della Camera di Commercio di Grosseto Riccardo Breda, imprenditori di un territorio che scavalca i vecchi confini delle defunte Province.
Ecco che, fra gli altri, accanto a Lorenzo Banti, Ivano Monelli, Cristina Cadelago e Massimiliano Spagnesi, imprenditori della Val di Cornia, c’erano i maremmani Massimo Neri dell’Olma, oleifici fra i più grandi della Toscana, gli imprenditori del settore ittico Andrea Guadagnoli e Maurizio Manno, Benedetto Grechi della Cantina del Morellino e Roberto Vanni di San Felo, ma anche Gianni Pucci e i costruttori Giacomo Berti e Roberto Cappelli della Scav Prema. E ancora Mario Lolini con il suo riso e i signori del formaggio maremmano, come Angela Fiorini e Simone Sargentoni del pluripremiato Fiorino fino a Carlo Santarelli del Caseificio di Manciano: «Guardiamo anche noi alle nuove infastrutture - ci ha detto - come porto di Piombino e Grosseto-Siena come una grande occasione per tutta l’area e per chi come noi lavora con la Gdo e con l’estero».
E c’erano anche i vertici di Solmine, con Lorenzo Mansi, figlio di Luigi e con l’Ad Ottorino Lolini. Loro sul porto di Piombino hanno già deciso di investire, per lo zolfo in entrata e l’acido in uscita. «Per un’azienda che punta all’internazionalizzazione il porto è fondamentale. Noi già ci stiamo lavorando, ma stiamo trattando con l’Autorità portuale per acquisire uno spazio dove installare un serbatoio e un magazzino di stoccaggio. Siamo certi che questa infrastruttura sarà un volano per l’intero territorio».
@guifiorini
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