Il Tirreno

Il Banco Popolare: crediamo in questo territorio, ha grandi potenzialità

Guido Fiorini
Nico De Angelis parla agli imprenditori (foto PaBar)
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Nico De Angelis parla agli imprenditori (foto PaBar)

Incontro del gruppo bancario con gli imprenditori di Val di Cornia e Maremma

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VENTURINA. La Maremma e la Val di Cornia sono un territorio unico sotto il profilo economico. Se n’è accorto il Banco Popolare che, presente nella zona con la Cassa di Risparmio di Lucca, Pisa e Livorno, ha scelto il Castello di Magona per uno dei tradizionali incontri con le aziende della zona.

C’era Fausto Azzi di Aferpi, ma c’erano soprattutto decine e decine di piccoli imprenditori che, con fatica e anche coraggio, tengono in piedi il tessuto economico dell’area: difficile del resto pensare che un futuro si possa garantire solo con fumo e acciaio, quelli che sono bimbi adesso potranno restare a vivere qui solo se l’economia spazierà a 360 gradi e se, dove un tempo c’erano l’allegra chimica di Stato che ha avvelenato la piana di Scarlino e la siderurgia con regole antiche che ha devastato 800 ettari fra Ischia di Crociano e il porto, si riuscirà a dare maggiore attenzione all’ambiente senza perdere in competitività.

Certo, in questo contesto, l’accesso al credito diventa tassello fondamentale.

«Siamo qui per metterci la faccia - ha detto Domenico De Angelis, condirettore generale del Banco Popolare, accompagnato da Matteo Faissola, insediatosi da poco alla guida della Cassa di Risparmio di Lucca, Pisa e Livorno e dal capo area Carlo Dini -, perché in questi ultimi tempi cittadini e aziende stanno perdendo fiducia nel sistema bancario. Noi siamo un gruppo solido e ci mettiamo grande professionalità sia nei confronti di chi ci affida il denaro, sia nei confronti di chi il denaro ce lo viene a chiedere per i propri investimenti. Adesso è il momento di crederci e noi siamo a disposizione».

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Un incontro, quindi, finalizzato a instaurare un dialogo diretto con gli imprenditori della zona.

«Il dialogo costante con le imprese - ha detto ancora De Angelis - è per noi un momento importantissimo per comprenderne idee, esperienze e progetti. Solo così possiamo dare le risposte e le soluzioni che ci chiedono. Come gruppo bancario crediamo moltissimo nella Toscana e siamo convinti che questo territorio, Maremma, Val di Cornia e provincia di Livorno in generale, abbia enormi margini di crescita».

La piana di Scarlino, l’area industriale di Piombino, le aziende di Venturina, Campiglia, Suvereto e delle Colline Metallifere, il mondo dell’enogastronomia, dall’Argentario e dall’Amiata fino a Bolgheri, possono sfruttare il trampolino di lancio del nuovo porto, ma anche della Grosseto-Siena, quando finalmente sarà terminata, per creare un asse che abbia i propri punti di forza nella logistica in zona e nei trasporti verso il Nord-est senza passare per l’A1.

Per questo ad ascoltare De Angelis e Faissola c’erano, oltre a rappresentanti istituzionali come l’assessore di Piombino Claudio Capuano e il presidente della Camera di Commercio di Grosseto Riccardo Breda, imprenditori di un territorio che scavalca i vecchi confini delle defunte Province.

Ecco che, fra gli altri, accanto a Lorenzo Banti, Ivano Monelli, Cristina Cadelago e Massimiliano Spagnesi, imprenditori della Val di Cornia, c’erano i maremmani Massimo Neri dell’Olma, oleifici fra i più grandi della Toscana, gli imprenditori del settore ittico Andrea Guadagnoli e Maurizio Manno, Benedetto Grechi della Cantina del Morellino e Roberto Vanni di San Felo, ma anche Gianni Pucci e i costruttori Giacomo Berti e Roberto Cappelli della Scav Prema.

E ancora Mario Lolini con il suo riso e i signori del formaggio maremmano, come Angela Fiorini e Simone Sargentoni del pluripremiato Fiorino fino a Carlo Santarelli del Caseificio di Manciano: «Guardiamo anche noi alle nuove infastrutture - ci ha detto - come porto di Piombino e Grosseto-Siena come una grande occasione per tutta l’area e per chi come noi lavora con la Gdo e con l’estero».

E c’erano anche i vertici di Solmine, con Lorenzo Mansi, figlio di Luigi e con l’Ad Ottorino Lolini. Loro sul porto di Piombino hanno già deciso di investire, per lo zolfo in entrata e l’acido in uscita.

«Per un’azienda che punta all’internazionalizzazione il porto è fondamentale. Noi già ci stiamo lavorando, ma stiamo trattando con l’Autorità portuale per acquisire uno spazio dove installare un serbatoio e un magazzino di stoccaggio. Siamo certi che questa infrastruttura sarà un volano per l’intero territorio».

IL GRUPPO BANCARIO. Il Banco Popolare è un gruppo bancario di matrice cooperativa, il più grande in Italia, con 18.230 dipendenti, oltre 3 milioni di clienti e circa 1.800 filiali. È nato ufficialmente il 1º luglio 2007 dalla fusione fra il Banco Popolare di Verona e Novara e la Banca Popolare Italiana. Ha quattro divisioni territoriali: Banca Popolare di Verona, presente nel nord-est; Banca Popolare di Novara, presente al nord-ovest, nel Lazio, nel sud e nell'Italia insulare; Credito Bergamasco, presente in Lombardia e Banca Popolare di Lodi, presente al nord in Lombardia, Emilia-Romagna, Liguria e al centro in Toscana ed in Umbria. Di quest’ultima fa parte la Cassa di Risparmio di Lucca Pisa Livorno, con sede a Lucca, che include le filiali poste in Liguria nella provincia della Spezia, in Toscana ed in Umbria.   

IL CASTELLO DI MAGONA. L’incontro è avvenuto nella prestigiosa location del Castello di Magona, splendida terrazza affacciata sulla Val di Cornia, sulla strada che da Venturina sale verso Campiglia. È di proprietà di Cesare Merciai e della sua famiglia.

Costruito nei primi decenni del XVI secolo, divenne la residenza di Leopoldo II Granduca di Toscana, durante le opere di bonifica della Maremma. Nel 1860 passò di proprietá alla famiglia Merciai, che lo ha trasformato in “Dimora storica”.

Leopoldo II, nato il 3 ottobre 1797 a Firenze e morto a Roma il 29 gennaio 1870, fu l'ultimo Granduca di Toscana e regnò dal 1824 al 1859. Il suo regno terminó con la sua abdicazione. Il Castello di Magona fu la residenza di tanti Granduca di Toscana, ma Leopoldo II visse più a lungo in questa dimora. Esistono documenti, datati 1529, che testimoniano l'esistenza di un palazzo precedente che fu ristrutturato per divenire sede amministrativa delle Ferrovie di Campiglia Marittima.

Le varie ristrutturazioni cominciate nei primi del 900 sono state supervisionate dall'Istituto delle Belle Arti. Il castello rappresenta oggi uno dei piú importanti monumenti della Maremma Toscana. Il Castello é accessibile da un viale alberato di cipressi e pini al termine del quale l'imponente cancello si apre sul giardino di ingresso che costituisce il parcheggio privato degli ospiti. Attraversando il salone, si accede al giardino delle rose, da cui si gode la vista sulla Val di Cornia.   twitter @guifiorini

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di Redazione web