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Fanghi di Bagnoli, Murzi prosciolto

Fanghi di Bagnoli, Murzi prosciolto

Dopo sei anni arriva la sentenza del gup di Napoli: non ci fu traffico illecito di rifiuti speciali

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PIOMBINO. Nel 2010 tra Bagnoli e Piombino non ci alcun traffico illecito di “rifiuti speciali non pericolosi”, non solo perché la certificazione redatta in Campania era in regola e il prezzo pagato per il conferimento in discarica era quello di mercato, ma anche e soprattutto perché in realtà quei fanghi non vennero mai scaricati a Ischia di Crociano.

Ci sono voluti sei anni per arrivare in fondo a questa vicenda giudiziaria, che ha visto il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Napoli prosciogliere l’ex presidente dell’Asiu Fulvio Murzi, difeso dall’avvocato Fausto Bianchi, «perché il fatto non sussiste».

Tra l’altro le indagini guidate dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli e affidate ai carabinieri del Noe (Nucleo operativo ecologico) che permisero di verificare questi elementi, vennero avviate di fatto proprio dall’Asiu, che nel gennaio del 2010 chiese all’Arpat un esame di quel materiale, dopo che alcuni lavoratori avevano avvertito un odore particolare provenire dal carico.

In realtà infatti l’esame rivelò la presenza di idrocarburi in quantità lievemente superiore al consentito, ma solo perché il 31 dicembre 2009 era scaduta una deroga senza essere immediatamente rinnovata come in precedenza era sempre avvenuto e come poi avvenne pochi mesi dopo.

In sostanza il 31 dicembre 2009 quel carico sarebbe stato in regola e il primo gennaio 2010 non più, e comunque solo per qualche mese.

La vicenda ebbe anche un riflesso politico (la questione dei fanghi di Bagnoli in quel periodo era motivo di scontro continuo tra maggioranza e opposizione) e riscontri medici, con una ventina di dipendenti Asiu che, su richiesta dell’azienda, vennero sottoposti all’esame delle urine, senza che venissero rilevati valori preoccupanti.

Sei anni dunque ci sono voluti per venire a capo di una vicenda giudiziaria all’apparenza non particolarmente complessa.

«Non c’è di chi essere soddisfatti, perché si è trattato di una storia davvero paradossale – dice Fulvio Murzi – considerando che in pratica era stata l’Asiu a fare la denuncia chiedendo le analisi dell’Arpat e che io stesso avevo bloccato il conferimento in discarica».(cloz)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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