Sicurezza
«Entro due anni porto e GE Oil a regime»
Gli americani lo hanno detto chiaramente: prima la banchina, poi l’investimento. Ma il commissario Guerrieri è ottimista
PIOMBINO. La General Electric domenica a Firenze ha detto che Piombino è nei piani del colosso americano. Nei piani, nel cuore, ma non ancora negli affari. Piombino al momento è fuori dall’accordo siglato da GE con Stato e Regione per un investimento di 600 milioni in Toscana. A Piombino manca la cosa fondamentale: la banchina. Per completarla, a dicembre la Regione ha promesso una settantina di milioni attraverso un mutuo. Ma quando sarà acceso quel mutuo? E quanto tempo ci vorrà per terminare i lavori? E quando ci sarà finalmente una strada di penetrazione adeguata alle ambizioni del nuovo scalo?
Ne abbiamo parlato con Luciano Guerrieri, commissario dell’Autorità portuale.
Guerrieri, la General ha parlato chiaro: prima la banchina, poi gli investimenti.
«Certo, e noi ora ci attendiamo da parte di General una domanda di concessione entro questo mese. Perché parallelamente ai nostri lavori ci dovrà essere una procedura di evidenza pubblica. Se, come credo, entro fine febbraio ci perverrà questa richiesta di concessione, noi la pubblicheremo».
E per i lavori alla banchina?
«Pensiamo di andare a gara entro giugno. Noi abbiamo fatto un primo intervento, poi abbiamo creato una specie di laguna, parzialmente riempita. Quella è l’area dove andrà GE. Abbiamo poi un progetto già appaltato per un ulteriore dragaggio di 700mila metri cubi, un lavoro da 25 milioni che finanziamo insieme alla Regione e che riguarda proprio il piazzale previsto dal piano regolatore. Il dragaggio inizierà a giugno, servirà anche a riempire le vasche e creare un altro pezzo di banchina. A marzo termineremo anche il grosso intervento, quello alla piattaforma, iniziato nel marzo 2014. Il mutuo serve a completare tutta questa parte, a creare il grande piazzale operativo da otto ettari».
General di quanto spazio avrebbe bisogno?
«Circa 200mila metri quadrati. E l’area è molto appetibile, direttamente sul mare».
E quanto investirà?»
« A me risulta 40 milioni»
Massimo Messeri, presidente di GE Oil & gas, domenica ha parlato per Piombino di un’attività direttamente sul porto per puntare al mercato della compressione per il gas. Cosa faranno di preciso?
«Montaggio e spedizione dei moduli. Questi grandi macchinari verranno assemblati qui, perfezionati, collaudati e poi imbarcati su navi tipo Vanguard, piattaforme speciali che li porterà in tutto il mondo».
In termini di posti di lavoro, di cosa si sta parlando?
«Di 125 posti, minimo, subito. A regime, di oltre 350. Il progetto si deve sviluppare in due parti, la prima entro il 2017 e la seconda nel corso del 2018».
Prima però serve la banchina. Quando sarà pronta?
«Le date sono queste che ho appena fatto. Entro il 2017 la prima parte, nel 2018 la seconda. Sembra lontano, ma è dietro l’angolo. E si sta parlando di lavori per 70 milioni».
Ecco, a proposito di soldi. Quando saranno disponibili?
«Abbiamo fatto incontri con la Banca europea investimenti e con la Cassa depositi e prestiti, siamo coordinati con la Regione, ormai l’assunzione del mutuo per finanziare le opere è vicina».
Vicina quanto?
«Nel giro di due mesi. Come ho detto, noi dobbiamo appaltare entro giugno, i soldi ci servo per avere la concessione in quella data».
Avete calcolato una cifra precisa? 60 o 70 milioni?
«No, stiamo verificando, ma siamo su quella cifra».
La rata è confermata? 4 milioni annui, di cui 3 pagati dalla Regione e uno da voi?
«Forse meno. Stiamo pensando di dilazionare ulteriormente il mutuo, da 20 a 25 anni, per abbassare la rata. Inoltre questo progetto è rientrato nel piano Juncker e stiamo esaminando con i ministeri dei Trasporti e dell’Economia gli eventuali benefici».
In che senso?
«Nel senso che il piano che porta il nome del presidente della Commissione europea ha attivato una linea di finanziamento di progetti infrastrutturali e tra i progetti italiani di valenza europea relativi alla portualità noi avevamo inserito l’area per la logistica industriale. Il nostro vi rientra insieme a soli altri quattro progetti italiani. I benefici potrebbero essere una parte di finanziamento o un abbattimento degli interessi».
E poi c’è la 398, la strada infinita. Ieri il Pd locale ha chiesto velocità al governo centrale e a quello regionale. In sostanza allo stesso Pd.
«Guardi, ci stiamo tutti impegnando per avere una risposta dopo gli impegni di dicembre. Il sottosegretario De Vincenti disse che la 398 è una priorità del Governo e che ci saremmo ritrovati tutti dopo le feste».
Ma le feste sono finite e il tavolo dedicato non c’è ancora stato.
«E infatti è proprio quello che stiamo chiedendo. Per noi la priorità consiste nell’individuare i canali finanziari e nel sottoscrivere l’accordo che stabilisca chi e cosa finanzia e chi lo fa. C’è una proposta ufficiale, anche il sindaco Giuliani e il presidente Rossi hanno scritto una lettera congiunta con cui chiedono che l’Autorità portuale sia la stazione appaltante. Questa è un’opera che deve finanziare il Governo, non ci sono alternative. Poi, attenzione, questi soldi possono arrivare anche a settembre, dopo l’accordo Stato-Regione. A noi interessa il percorso, ci basta che venga detto ora, perché nel frattempo sistemiamo il progetto, prepariamo la gara, acquisiamo pareri».
E il tempo passa.
«Ma non in modo inutile. Noi di nostra iniziativa abbiamo acquisito il progetto Sat, lo stiamo esaminando, dovremo completarlo. Ci pensiamo noi, come Authority. Ma sul primo lotto si può partire subito, entro l’anno, con i soldi in mano. Sul secondo, con Comune e Aferpi abbiamo individuato alcune linee infrastrutturali sia per la 398 che per tutti i raccordi ferroviari. Serve una valutazione urbanistica più ampia che scaturisca anche da un dibattito pubblico».
E questo accordo quando dovrebbe essere firmato?
«Entro febbraio-marzo. Se a settembre ci sono i soldi, a ottobre si può appaltare il primo lotto».
Per essere pronti quando?
«Un paio di anni di lavori per il primo lotto, per il secondo non lo so».
Questione di soldi e di tempo, insomma. Sia per GE che per la 398.
«Ma ora con GE si comincia a partire davvero mentre per la strada bisogna passare dal volontariato tra virgolette a una procedura strettamente amministrata e condivisa, che stia in un accordo di programma. E questo me lo aspetto nei prossimi mesi».
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