Il dolore
Contributo di sbarco, no al regolamento
Portoferraio, Ferrari rinvia l’approvazione e rompe definitivamente con Capoliveri. Ora la Gestione associata è a rischio
PORTOFERRAIO. Niente regolamento al contributo di sbarco, almeno per il momento. E, di certo, no alla linea dettata da Barbetti e seguita dagli altri sindaci. Ferrari vuole imprimere uno stop netto al meccanismo della Gestione associata del turismo basata sulla mera promozione turistica, con le risorse del nuovo contributo di sbarco che dovranno essere usate in primo luogo per la gestione del ciclo dei rifiuti e per gli interventi di riqualificazione ambientale, attraverso un regolamento condiviso tra tutti i Comuni. Sono questi, in pillole, gli argomenti che, in modo quanto meno convulso e non senza colpi di scena, il sindaco Mario Ferrari e la sua maggioranza hanno snocciolato nel corso di un consiglio comunale concluso con il ritiro - ebbene sì - del punto all’ordine del giorno relativo all’approvazione del regolamento per il nuovo contributo di sbarco.
Il rebus contributo.
Così, tanto per regalare un nuovo capitolo a una storia quasi surreale andata in scena negli ultimi giorni, l’isola d’Elba si trova nel giorno dell’entrata in vigore del nuovo contributo di sbarco (che va a sostituire la vecchia tassa di sbarco) senza che Portoferraio, Rio Marina e Campo nell’Elba (gli unici territori che accolgono nei porti e negli aeroporti i turisti) abbiano approvato un regolamento. E, soprattutto, senza che - al momento - ci sia un accordo tra tutti i Comuni su come applicare il contributo e come utilizzarne il gettito.
Una telefonata nella “zona Cesarini” del consiglio comunale con la presidente dell’associazione Ancim Gianna Usai ha convinto il sindaco Ferrari della non necessità di approvare un regolamento per il nuovo contributo di sbarco prima della sua entrata in vigore (nonostante a questo scopo fosse stato convocato un consiglio urgente). Tutto rinviato all’8 febbraio, dunque, quando a Roma sul tema si riunirà il direttivo di Ancim. Resta il fatto, tuttavia, che senza un regolamento approvato dai Comuni e con l’imposta di sbarco decaduta non è chiaro se le compagnie di navigazione abbiano o meno il titolo di prelevare la quota di 1,50 ai passeggeri che stanno sbarcando in queste ore all’Elba. Secondo Ancim, in attesa dell’approvazione dei nuovi regolamenti, resterebbero in vigore i vecchi regolamenti della tassa di sbarco. Ma siamo nel campo delle interpretazioni e non delle certezze.
Portoferraio rompe.
Quel che è certo, al contrario, è la rottura che il Comune di Portoferraio ha confermato, in consiglio comunale, rispetto agli altri comuni dell’isola. Una rottura che rischia di minare dal profondo il meccanismo del contributo di sbarco e della Gestione associata del turismo.
Il sindaco Mario Ferrari ha letto nel corso del consiglio l’articolo che istituisce il nuovo contributo di sbarco, soffermandosi soprattutto sul tema dell’utilizzo del gettito del contributo. «La legge è chiara e mi dispiace che gli altri sindaci non abbiano capito – spiega Ferrari – Capoliveri ha approvato un regolamento che, di fatto si limita a trasformare la tassa in contributo e destina tutto il gettito, per il primo anno, alla Gestione associata per la promozione. Non siamo d’accordo, crediamo che il gettito debba essere utilizzato in modo più in linea con quanto asserito dalla legge, con interventi diretti alla gestione del ciclo dei rifiuti, fino agli interventi di riqualificazione ambientale e di mobilità». In generale Ferrari ha spiegato come non sia più d’accordo ad accettare «supinamente un sistema che destina alla promozione nuda e cruda la maggior parte del gettito del contributo. È inutile raccontare ai turisti quanto sia bella l’isola se poi non si investe per renderla più accogliente. Per di più le attività di promozione portate avanti da Capoliveri sono prive di strumenti che possano spiegarne l’efficacia».
Per questo Ferrari ha confermato come, prima di giungere all’approvazione del regolamento e ad un aumento del prelievo a 2,50 euro, si debba definire un progetto condiviso con gli altri Comuni (la proposta al momento non è stata presentata da Ferrari).
Ripartizione diversa.
Non è solo la l’uso del gettito a determinare la spaccatura tra Portoferraio e il sistema della Gestione associata. La proposta che la giunta portoferraiese intende portare alla conferenza dei sindaci vuole minare il meccanismo della suddivisione delle quote uguali tra i Comuni.
«Non vogliamo togliere i soldi a nessuno, ma solo quello che ci spetta sulla base del regolamento. E le risorse debbono arrivare da Capoliveri agli altri Comuni in tempi diversi da quelli attuali», ha spiegato il sindaco Mario Ferrari. E Marini ha rincarato la dose: «Il Comune capofila non può girare le risorse ai Comuni a dicembre ma deve farlo in tempi più rapidi – ha spiegato – e il gettito va suddiviso in modo proporzionale, come spiegato nel regolamento, con il 70% in base alle presenze e il 30% ai residenti. Il regolamento approvato da Capoliveri, peraltro, è contraddittorio in alcune delle sue parti ed è illegittimo per quanto ci riguarda. Credo che il passaggio dalla tassa al contributo di sbarco crei un nuovo scenario e comporti necessariamente la discussione della stessa convenzione tra i Comuni».
E ora che succede?
Sono due le date da segnarsi in agenda per capire come potrà evolvere la questione, accidentata, del nuovo contributo di sbarco. La prima è quella di oggi. A Capoliveri si riunisce infatti la Gestione associata del turismo che presenterà i risultati ottenuti nel 2015. L’8 febbraio a Roma, invece, si riunirà il direttivo allargato dell’Ancim, a cui parteciperanno i sindaci elbani. Sei giorni dopo l’entrata in vigore del nuovo contributo di sbarco. Forse anticipare la riunione avrebbe risparmiato ai Comuni - elbani e non solo - questo caos e queste difficoltà di interpretazione.
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