Sicurezza
Parodi non molla «Ricorreremo al Tar per il referendum»
Sanità: il sindaco di Suvereto attacca la Regione e sfida il Pd Nel mirino anche il decreto Lorenzin sulle prescrizioni
SUVERETO. Esprime una posizione fortemente critica sul decreto Lorenzin e soprattutto annuncia un ricorso al Tar sulla questione del referendum negato. Giuliano Parodi, sindaco di Suvereto, non si dà per vinto: «Mentre i medici dell’ospedale di Villamarina stanno per indire uno sciopero per la situazione lavorativa insostenibile causata dai tagli - scrive Parodi in un lunghissimo comunicato - è bene ricordare che il 21 gennaio è entrato in vigore il cosiddetto decreto Lorenzin sull’appropriatezza delle prescrizioni. Passato sostanzialmente sotto silenzio, si tratta di un cambiamento radicale nel rapporto fra pazienti e medici, soprattutto quelli di famiglia. I curanti d’ora in poi potranno “segnare” determinate prestazioni a carico del Servizio sanitario nazionale, fra cui esami radiologici o analisi di laboratorio, soltanto se saranno soddisfatte determinate condizioni, cioè se il malato corrisponde ai criteri per cui la prestazione in questione può essere garantita gratuitamente (salvo il ticket) dallo Stato. Fra questi esami ce ne sono alcuni molto comuni come per esempio il “colesterolo”, nelle sue varie declinazioni, ora invece ci si potrebbe sentir dire dal medico che non può prescrivercelo se non abbiamo una certa età o se non è passato un certo tempo dall’ultima volta che lo abbiamo eseguito. Lo stesso potrebbe accadere per una Tac o per altri esami del sangue (sono più di 200 le prestazioni elencate nel decreto). Il medico dovrà riportare il numero-nota nella prescrizione insieme alle lettere che indicano le condizioni di erogabilità e le indicazioni di appropriatezza».
Poi Parodi torna sul referendum negato e sulla riforma regionale: «Oltre 56.000 firme» ricorda. «Negare la possibilità di esprimersi attraverso un referendum ai cittadini - aggiunge - è un grave atto che non può passare inosservato a tutti i cittadini, anche a coloro che hanno votato e sostenuto la candidatura di Rossi. Questa arroganza è insopportabile ma non ci arrendiamo, dobbiamo pretendere che la voce dei cittadini sia ascoltata, per quello ci sarà un ricorso al Tar contro questa decisione e partiremo con la raccolta firme per un nuovo quesito referendario. Sono certo che la Regione ha fatto un clamoroso autogol con questa mossa perché raccoglieremo oltre 100mila firme e stavolta il referendum si dovrà fare e, se il Pd ne uscirà sconfitto, Enrico Rossi e l'assessore Saccardi dovranno dare le dimissioni».
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