Sicurezza
Non rapinò lui quel pensionato
Assolto, ora chiederà il risarcimento per i mesi di ingiusta detenzione
PIOMBINO. Fu tirato già dal letto, arrestato e portato alle Sughere per rapina e lesioni aggravate. Ora per quei mesi di carcere il suo avvocato, Patrizia Cappelletti, si prepara a chiedere il conto. Perché Youssef Ait Errayes è stato assolto con formula piena dal tribunale di Livorno. Il collegio presieduto dal giudice Angelo Perrone ha infatti assolto il trentanovenne marocchino, accogliendo la richiesta in tal senso dello stesso pm Giuseppe Rizzo.
L’episodio risale alla sera del 21 marzo dello scorso anno quando Mario Talini, 69 anni, denunciò alla polizia Errayes. Disse di essere stato aggredito alle spalle da “Giuseppe”, nome italianizzato con cui era conosciuto il marocchino, mentre lui era seduto su una panchina di piazza Dante.
Agli agenti, il pensionato raccontò che lui stava scrivendo un messaggio su quello smartphone quando qualcuno lo spinse facendolo cadere in avanti. «Ho riconosciuto subito la voce per quella di un marocchino che conosco bene - disse anche al Tirreno - poi l’ho visto in faccia e l’ho riconosciuto perché abita nel quartiere, in corso Italia, si chiama Youssef, ma io lo chiamo Giuseppe. Ho cercato di resistere e gli ho dato anche un morso sulla mano o forse sul braccio, non so di preciso. Ma è più forte di me, e mi ha strappato il telefono dalle mani, scappando verso la scuola. Quindi sono stato soccorso da un passante, che mi ha aiutato a rimettermi a sedere sulla panchina. Poi sono arrivati gli agenti di polizia e l’ambulanza».
La polizia quella sera si recò a casa di Errayes, lo dichiarò in arresto e lo condusse in carcere. Solo che il telefonino non fu mai trovato e anche a proposito del morso, in sede processuale è stato accertato come quei segni sulla mano destra del marocchino siano dovuti a una eritrosi diffusa, insomma un problema di natura dermatologica e non causato da un evento traumatico. Ora l’avvocato Cappelletti attende le motivazioni della sentenza: poi chiederà il risarcimento per l’ingiusta detenzione.
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