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«Giù le mani dalla base navale al carcere di Porto Azzurro»

PORTO AZZURRO. «Il servizio navale della polizia penitenziaria dell’Isola d’Elba non deve essere soppressa. Costituisce, oltre a un supporto operativo logistico a garanzia dell’ordine e della...

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PORTO AZZURRO. «Il servizio navale della polizia penitenziaria dell’Isola d’Elba non deve essere soppressa. Costituisce, oltre a un supporto operativo logistico a garanzia dell’ordine e della sicurezza delle strutture penitenziarie, un presidio di legalità per l’intera popolazione dell’arcipelago toscano». Lo afferma Aldo Di Giacomo, del sindacato Sipp di polizia penitenziaria, puntualizzando la posizione del sindacato nei confronti della nota del Dap da cui si capisce l’intenzione dell’amministrazione di chiudere le basi navali della Polizia penitenziaria. «L’inspiegabile proposito di salvaguardare le sole basi navali di Venezia e Livorno scrive il rappresentante del Spp - cozza contro la realtà penitenziaria di Porto Azzurro, un istituto di circa 400 detenuti di media sicurezza a cui deve essere garantito il collegamento con la terra ferma, specie nell’orario compreso tra le 22 e le 6 de3l mattino seguente, intervallo nel quale sono sospesi tutti i collegamenti con Piombino. Non solo. Ma c’è anche da considerare l’isola di Pianosa dove risiedono circa 30 detenuti in semilibertà».

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