Il Tirreno

RIFIUTI

«Così ripianeremo i debiti dell’Asiu»

Valerio Caramassi durante la presentazione dei progetti di Asiu in consiglio comunale (PaBar)
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Valerio Caramassi durante la presentazione dei progetti di Asiu in consiglio comunale (PaBar)

Caramassi ha presentato in consiglio i progetti di Rimateria: «L’interramento dell’amianto è la soluzione, non il problema»

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PIOMBINO. Riqualificazione della discarica e recupero dei materiali presenti negli 800 ettari dell'area industriale. Valerio Caramassi, presidente di Rimateria ha illustrato in consiglio comunale le linee strategiche della nuova società, con cui ripianare i 20 milioni di debito Asiu.

Per le opposizioni, però, le cose da chiarire restano molte. «Abbiamo inaugurato da poco un nuovo servizio per la raccolta dei rifiuti urbani - ha detto il sindaco Giuliani introducendo la seduta monotematica - con il passaggio del servizio a nuova società, Sei Toscana. La parte rimanente di Asiu confluirà in Rimateria, con l'obiettivo di completare l'operazione entro il 2016. Dopo 150 anni di siderurgia paghiamo dei costi ambientali e oggi possiamo dare risposte importanti con il riciclo di scorie e inerti».

«Rimateria è una Spa - ha spiegato Caramassi - che fin dalla fine degli anni '90 ha agito come Tap. Azionista di riferimento Asiu spa (75,1%) e di minoranza Lucchini (24,9%). La società ha come finalità la progettazione, realizzazione e gestione di impianti per il trattamento, recupero, riciclo e smaltimento in sicurezza dei rifiuti speciali e pericolosi, rifiuti urbani derivanti da attività produttive insieme alla realizzazione di interventi di bonifica delle aree industriali e dei siti contaminati».

Buona parte della sua presentazione si è concentrata sulla questione del riciclo dei rifiuti speciali e pericolosi e sull'amianto. «I rifiuti pericolosi li abbiamo in casa - ha detto - dalle lavatrici ai solventi, agli olii, vernici detergenti farmaci e così via. L'amianto non fa eccezione ed è presente in circa 3.500 prodotti. Sono 40 milioni le tonnellate presenti in Italia. L'interramento non è il problema ma è la soluzione».

I prossimi passi: «Saranno messe in vendita quote societarie di Rimateria sul mercato del settore, con l'obiettivo di acquisire know how e conoscenze - ha spiegato Caramassi - La domanda potenziale va ben oltre la linea di business relativa alla produzione del conglomix, unico oggetto sociale di Tap, per questo si rende necessario accrescere conoscenze e autorizzazioni sul versante della progettazione ed effettuazione delle bonifiche, anche di amianto, del riciclo di scorie e inerti, inertizzazione di rifiuti pericolosi ecc. Stiamo elaborando il Piano industriale presentato alle banche per interloquire con il mercato finanziario e avere dei numeri fondati mentre è stato raggiunto un accordo con il ministero per la bonifica da fare sull'area LI53 all'interno del Sin dove insistono circa 900mila mc di materiali solo in parte riciclabili. L'unica area con progetto di bonifica cantierabile che potrebbe impiegare da subito 30 persone».

E ancora, nessuna nuova discarica e riqualificazione delle discariche esistenti (Asiu e Lucchini). In termini di volumi si tratta di circa 1,6 milioni di mc da mettere a servizio di tutte le attività produttive della Val di Cornia per circa 12 anni. La stima è di 40 milioni di investimenti con una previsione di 50 posti di lavoro aggiuntivi.
Nella discussione che è seguita le opposizioni hanno evidenziato forti perplessità. Perchè se il principio dell’economia circolare è ritenuto, naturalmente, valido, vogliono capire come si concilierebbe con l’eventualità dell’arrivo di materiale da fuori zona.

«L’impressione - è stato detto - è che si sia cercato l’avallo di un quadro già scandito su cui comunque occorrono molti approfondimenti di carattere ambientale, in particolare sui rifiuti pericolosi. E questo - è stato rilevato - sarà possibile solo con la conoscenza del piano industriale completo. Dal punto di vista economico finanziario, invece, si chiedono chiarimenti sull’impatto del debito di Asiu sui Comuni. Altre questioni e dubbi sono legati alla sostenibilità del progetto nel caso in cui Aferpi non producesse scorie. Alcuni interventi hanno evidenziato che le linee strategiche di Rimateria non rientrano tra i compiti dei Comuni «che devono occuparsi principalmente di raccolta dei rifiuti urbani e decoro della città. Tutto il resto spetta alle aziende private».

Caramassi non ha mostrato dubbi. Proprio perchè materia delicata, è positivo che sia il settore pubblico ad occuparsene. «Tratteremo l'amianto, perché dentro la ex Lucchini ce ne sono enormi quantità, sappiamo come lavorarlo in piena sicurezza, ed è la legge a imporci di farlo. Non potremmo rifiutarci di trattare rifiuti pericolosi altrui se ci venisse richiesto. Ma deve essere chiaro anche che non mi interessa farlo, perché per me è decisivo il concetto di "prossimità", trattare cioè quelli che abbiamo in casa, e posso dire che questo lavoro ci impegnerà molto a lungo».

Ha poi confermato che coinvolgerà il Comitato dei residenti, assegnandogli il compito di sorvegliare tutti i comportamenti, man mano che andremo avanti nei nostri progetti.
La trasparenza annunciata ha convinto Adriano Bruschi (Legambiente). Meno convinto è apparso il cittadino che ha esposto un cartello contro l’amianto, ricordando i pericoli e le vittime che ci sono state in città.

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