Il Tirreno

Contributo di sbarco, lunedì Portoferraio decide

di Luca Centini
Contributo di sbarco, lunedì Portoferraio decide

Convocato il consiglio comunale per l’approvazione del nuovo regolamento Senza l’ok alla soluzione ponte di Barbetti il meccanismo rischia di saltare

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PORTOFERRAIO. Un consiglio comunale decisivo per capire quale sarà il futuro - se un futuro ci sarà - per il contributo di sbarco. Il Comune di Portoferraio ha infatti convocato la seduta del consiglio per il prossimo lunedì alle 14,30. Il punto all’ordine del giorno - l’unico - è l’approvazione del regolamento sul contributo di sbarco che entrerà in vigore assieme agli altri contenuti della legge di stabilità a partire dal giorno successivo, ovvero dal 2 febbraio.

È inutile dire che la decisione della giunta di Portoferraio e la conseguente discussione in consiglio comunale serviranno per capire, una volta per tutte, la piega che prenderà la discussione sul nuovo contributo, dopo la clamorosa rottura nell’ultima conferenza dei sindaci, con Mario Ferrari che si è opposto all’aumento del contributo a 2,50 euro e all’approvazione di un regolamento condiviso con gli altri sindaci. Mancato accordo sulla suddivisione del gettito tra i Comuni e diversa interpretazione della legge circa l’utilizzo del gettito: sono questi i due punti su cui si è aperta la voragine tra Portoferraio e gli altri Comuni dell’isola d’Elba. E sono sempre due gli scenari, entrambi non chiarissimi, che si potranno aprire dopo il consiglio comunale di Portoferraio.

La soluzione ponte. Il primo scenario sarebbe una sorta di soluzione temporanea. Il consiglio di Portoferraio approverebbe lo stesso regolamento già approvato in consiglio comunale da Capoliveri (quota ferma a 1,50 euro, gettito alla Gestione associata del turismo e adeguamento lineare tra la vecchia imposta e nuovo contributo). In questo modo Barbetti conta di poter continuare a prelevare il gettito dai biglietti delle compagnie di navigazione. E qualsiasi decisione circa una revisione dei regolamenti del contributo di sbarco, che stabiliscono la suddivisione e l’utilizzo del gettito, sarebbe rinviata ad una nuova conferenza dei sindaci.

Portoferraio va dritta. Ancor più nebuloso è lo scenario che si aprirebbe nel caso in cui Portoferraio approvasse, fermo nelle proprie convinzioni, un regolamento diverso da quello già approvato da Capoliveri e che sarà approvato dagli altri comuni elbani.

In questo caso il meccanismo condiviso del contributo di sbarco, basato sul centro di gravità della Gestione associata, andrebbe in crisi, mostrando tutte le contraddizioni e le zone d’ombra di una legge scritta in modo discutibile. In caso di regolamenti diversi tra i Comuni elbani, magari con quote di prelievo non allineate, quale verrebbe applicato ai passeggeri che sbarcano sull’Elba? L’articolo 33 della legge che istituisce il contributo di sbarco consente l’applicazione del contributo ai Comuni con sede in un’isola minore o ai Comuni con più isole minori. Ma non prevede in modo esplicito il caso di isole minori con più Comuni. A questo si aggiunge che l’applicazione del contributo di sbarco è subordinato all’ «utilizzo di vettori che forniscono collegamenti di linea o vettori aeronavali che svolgono servizio di trasporto di persone a fini commerciali, abilitati e autorizzati ad effettuare collegamenti verso l'isola». Condizioni che solo tre comuni su otto possiedono (Portoferraio, Rio Marina e Campo). Per farla breve, senza una strategia unica, la gestione del contributo di sbarco rischia di trasformarsi in un vero rompicapo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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