Sicurezza
Villa delle Grotte, ancora ritardi per la burocrazia
Il Comune ha fatto la sua parte, ora serve un atto dal notaio Ma l’apertura a Pasqua sembra un obiettivo difficile
PORTOFERRAIO. L’ennesimo atto burocratico da sbrigare. Questo, attualmente, l’impedimento maggiore che ha fatto sì che non sia ancora arrivato l’“imprimatur” al nuovo Cda della Fondazione Villa Romana delle Grotte di cominciare a muoversi con le proprie gambe.
Ancora rimandi. Rinvii che fanno temere per la prossima apertura dei cancelli del sito archeologico più importante e ben conservato dell’Elba preventivata almeno per il ponte pasquale. Ma non si sa se i tempi lo consentiranno. «Per quanto riguarda il Comune – dice il vicesindaco di Portoferraio, Roberto Marini, che sta provando a risolvere la vicenda – siamo arrivati alla fine del percorso che ci eravamo dato. Tutti gli atti amministrativi sono stati compiuti. Uno dei primi impegni che ha assunto il nuovo segretario comunale è stato quello di predisporre le formalità amministrative previste in questo caso. Certo che si parte con ritardo, ma va detto che ci siamo anche impegnati nel recuperare».
Infatti la giunta Ferrari ha recentemente approvato con una delibera la formazione della terna dei nomi che costituiscono il nuovo Cda della Fondazione. I nomi sono quelli noti, cioè Angelo Del Mastro, assessore al Demanio e alle Attività produttive in rappresentanza del Comune, Cecilia Pacini, presidente elbana di Italia nostra e Alessandro Pastorelli, presidente dell’associazione degli architetti elbani e restauratore delle opere d’arte e degli edifici storici isolani.
Con la formalizzazione della terna, di fatto il Comune ha aderito alla fondazione della Villa delle Grotte. Quindi ente pubblico e proprietà in perfetta sintonia nel mirare allo stesso obiettivo. Però ancora la macchina non parte. «Ci erano infatti giunte le assicurazioni da parte della pubblica amministrazione – ammette Cecilia Pacini – che tutto era pronto per iniziare, però ancora viviamo questo impasse che allunga i tempi degli interventi da operare sul sito. Non si tratta soltanto di aprire i cancelli – continua il presidente di Italia nostra dell’arcipelago toscano – ma anche di lavorare attorno a un programma condiviso. Abbiamo molte idee che possiamo mettere in campo, per esempio un circuito d’informazione che sia al passo con i tempi. Non vediamo l’ora di metterle in pratica per una maggiore fruizione del bene per la collettività. Però ora – conclude Cecilia Pacini - dobbiamo soltanto attendere che ci sia dato il via».
«Il prossimo passaggio? La convocazione a breve del consiglio – risponde Alessandro Pastorelli – per formalizzare l’atto d’istituzione della Fondazione davanti al notaio. E poi – conclude - si potrà finalmente essere operativi».
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