Il Tirreno

Un “Cantiere” per combattere il bullismo

Un “Cantiere” per combattere il bullismo

Progetto contro la dispersione scolastica: al via da domani un ciclo di tre incontri al Centro giovani

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PIOMBINO. Una rete territoriale per combattere la dispersione scolastica e il bullismo, per affrontare i disagi giovanili e soprattutto per valorizzare le risorse umane della comunità piombinese. Questa la spinta che un anno fa, a seguito di un accorato appello di Maurizio Grassi, dirigente della scuola media Andrea Guardi, ha portato alla costituzione del “Cantiere Forma(t)tivo – dall’Io al Noi”. Un percorso intrapreso con convinzione dai doposcuola, dal Comune, dall’Asl e da alcuni istituti scolastici della città. Un obiettivo perseguito con forza, soprattutto dopo l’invito di Grassi che, in occasione del primo incontro dal lui promosso, spiegava che la scuola era ben consapevole che la dispersione scolastica rappresenta un fenomeno complesso da fronteggiare.

«Occorre intervenire nel processo di socializzazione e integrazione dei ragazzi che vivono in condizioni di concreto e potenziale rischio di marginalità e devianza – affermava allora il dirigente scolastico – Per questo credo che non si possa più pensare di delegare completamente le azioni alla scuola e alla famiglia. È necessario interessare l’intero territorio, che dovrebbe responsabilizzarsi e rappresentare quella comunità solidale in grado di modificare profondamente i rapporti tra istituzioni e società civile».

Un appello accolto subito dai doposcuola presenti a Piombino che, durante questo anno, hanno creato, attraverso una serie di incontri, un coordinamento, che ha portato alla firma di un protocollo d’intesa con l’Asl e la scuola media Andrea Guardi, il I circolo Dante Alighieri e il polo Isis Volta-Pacinotti. Importante è stato anche il contributo di due docenti dell’Università Cattolica di Milano, Giulia Innocenti Malini e Claudio Bernardi, che hanno tenuto una serie di lezioni. È nato così “Cantiere Forma(t)tivo – dall’Io al Noi”, «un luogo d’incontro fra persone, soggetti pubblici e privati che si impegnano per la costruzione e la riparazione sociale, morale e creativa della città – spiegano i promotori – Concepito come un laboratorio di idee e attività dove si tessono relazione comunitarie per condividere e affrontare tematiche, strategie, disagi e risorse legate al mondo giovanile, il “Cantiere” è un progetto che riguarda tutti perché rivolto al futuro della nostra comunità civile».

Adesso l’obiettivo del “Cantiere” è portare all’attenzione di famiglie ed educatori questo progetto. È stato così promosso un ciclo di tre incontri, aperti a tutti, dal titolo “Una comunità educante: si può?”, che si terranno al Centro giovani a Piombino.

Si parte domani alle 15,30. Armando Zappolini, presidente nazionale Coordinamento nazionale delle comunità di accoglienza si confronterà con i partecipanti sul tema “Giovani, risorsa o problema di chi?”. Il programma proseguirà sabato 20 febbraio con l’incontro con Ignazio Punzi, psicologo, psicoterapeuta, formatore, che parlerà di “Comunità educante: come? Motivazioni e strategie”. Sempre il dottor Punzi, sabato 2 aprile tratterà l’argomento “Comunità educante: come? Gestione delle relazioni e dei conflitti”.

Francesca Barone

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