Il dolore
Tributi troppo salati, proteste a Marciana
La Tari finisce nel mirino di alcuni proprietari di seconde case: «Rata da 339 euro, un’esagerazione»
MARCIANA. Sono in arrivo, in questi giorni, i bollettini delle tasse locali. Alcuni previsti e anticipati come quello relativo alla Tari (la tassa sui rifiuti). Altri invece, come ci scrive in redazione Michele Mazzarri, di “difficile previsione”. Sta di fatto che la pressione fiscale nel territorio marcianese non è di poco conto. Cominciamo dalla Tari.
Maria Grazia Zampini, proprietaria di una seconda casa a Marciana, dichiara di aver ricevuto la terza rata relativa al 2015 e ammette di aver sobbalzato dalla sedia. «La mia seconda casa – protesta la donna che ha inviato una lettera all Comune di Marciana – è di soli 52 mq e si trova in campagna. La cifra che il Comune mi richiede è di 339 euro, somma che considero un vero sproposito». E aggiunge per quali motivazioni è giunta a una simile conclusione. Per prima cosa la casa di cui si tratta è frequentata solo nel mese di agosto e per tre o quattro fine settimana nell'arco dell'intero anno. Inoltre la raccolta del porta a porta così come viene praticata dagli addetti del Comune di Marciana è «assurda per una casa come la mia che si trova in aperta campagna». La signora riferisce come è andata la raccolta differenziata quest’estate quando lei si trovava all'Elba. «Fra i consigli su come attuare il nuovo servizio – dice l'interessata - c'era anche l'invito di esporre la sera prima i bidoncini. Ma cosa succede in campagna? Il mio contenitore dell'umido veniva regolarmente rovesciato e aperto da gatti, cani o cinghiali ogni volta che l'ho esposto nel punto indicato dal Comune e eletto a punto di raccolta con conseguente sversamento del contenuto». «Nonostante questo – conclude l'utente - la raccolta differenziata è stata da me pagata 339 euro divisi in 5 prelievi andati a buon fine. Esattamente 67, 8 euro a prelievo».
Anche Michele Mazzarri ci scrive sulla Tari praticata da Marciana. «Si parla di sensibili aumenti, tra il 24 e il 29% – dice – per le utenze residenziali che andranno comunque a incidere sulle tariffe tra le più alte della Toscana. Il sistema che viene usato non reca alcun vantaggio sociale, anzi».
E Mazzarri cita anche la tassa sul “caro estinto”. Si riferisce alla spesa che devono sostenere i familiari del defunto la cui lapide utilizza le luci votive nel cimitero. L’ aggiustamento non riguarda soltanto l'anno corrente, ma anche gli anni trascorsi, avendo valore retroattivo, con aumenti anche del 300%. «Chi è detentore – conclude Mazzarri – di un defunto dovrà pagare un onere non inferiore ai 111 euro».
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