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«Ecco cosa è successo a Giuseppe»

«Ecco cosa è successo a Giuseppe»

La famiglia del sub Mossini: chi era con lui ha fatto di tutto per salvarlo

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CAMPO NELL'ELBA. «Non abbiamo alcun dubbio che chi si è immerso con Giuseppe abbia fatto di tutto per aiutarlo e salvarlo». A sostenerlo è la famiglia di Giuseppe Mossini, il sub morto domenica dopo un’immersione. Maura Ticozzi, a nome della famiglia, ci tiene a fare alcune precisazioni circa le ricostruzioni della vicenda emerse e, a tale proposito, ha portato una lettera al giornale. In primo luogo i familiari di Mossini hanno precisato come l’autopsia, che sarà decisiva per chiarire le cause della morte del 55enne non si è tenuta ieri come precedentemente annunciato (l’esame è stato rinviato per motivi tecnici). «Giuseppe – aggiungono dalla famiglia – stava facendo l'immersione con degli amici e non con un cugino come è stato scritto – scrive la famiglia – Chi si è immerso con lui è un sub esperto e non abbiamo alcun dubbio che abbia fatto veramente di tutto per aiutarlo e salvarlo. La sfortuna nella sfortuna ha voluto che il verricello dell'ancora si bloccasse e il ragazzo sulla barca ha dovuto sollevare un'ancora di più di 50 chili con 40 metri di catena a mano. E per fare il prima possibile non è stata issata completamente a bordo. Possiamo solo immaginare il loro panico in quei momenti. Ringrazio di cuore i ragazzi della Croce verde per tutto quello che hanno potuto fare e le forze dell'ordine intervenute sul posto». La famiglia non ha gradito la risonanza avuta dalla notizia e le immagini dei soccorsi pubblicate e circolate su giornali e siti internet. «Siamo tutti già abbastanza distrutti per la disgrazia, non c’era bisogno di questo».

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