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Al Gatta Rossa le “Cinque storie diseguali” di Batini

Al Gatta Rossa le “Cinque storie diseguali” di Batini

PIOMBINO. Con «Cinque storie diseguali», l’estate scorsa ha vinto il primo premio nel Concorso letterario nazionale "Mangiaparole" (nella foto). Sabato 6 febbraio alle 18, al Gatta rossa art cafè in...

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PIOMBINO. Con «Cinque storie diseguali», l’estate scorsa ha vinto il primo premio nel Concorso letterario nazionale "Mangiaparole" (nella foto). Sabato 6 febbraio alle 18, al Gatta rossa art cafè in piazza Verdi, Massimo Batini presenterà il suo primo libro nella città dov’è nato 70 anni.

La raccolta, edita da Progetto Cultura Roma, è intitolata «Cinque storie diseguali».

Perché diseguali? Se lo chiede Stelio Montomoli nella prefazione. E si dà una risposta: «Non perché non siano monotematiche o ripetitive, ma semplicemente perché sono diverse, originali, surreali, oniriche, fantasiose e fantastiche, sostanzialmente anomale rispetto a quello che capita di leggere oggi, con l'eccezione dell'ultima che l'autore stesso definisce come libera ricostruzione di una vicenda vera».

L'inizio di ogni racconto è concreto e reale, affreschi nitidi che delineano le caratteristiche dei personaggi e i contorni dei luoghi dove si incardinano le varie storie ma, quasi senza rendersene conto, il lettore finisce per trovarsi immerso nell'irreale, nel sogno, accompagnato per mano dall’autore.

«Niente fate, boschi incantati o formule magiche», chiarisce Montomoli. Che definisce le storie «racconti apparentemente senza tempo, il cui filo conduttore è sempre l'uomo con le sue ansie, speranze e difficoltà; e il mondo in cui vive, contraddittorio e colmo di drammi e ingiustizie. Dunque sono storie diseguali che in modo lieve, quasi casuale, ci parlano di ora, dell'oggi».

In uno dei racconti, quello preferito da Montomoli, Batini descrive un mondo dove i comportamenti degli individui sono un disastro. Ma se capovolto, funziona razionalmente, pervaso di buone intenzioni e di buon senso. «Allora bisogna capovolgere, se vogliamo che l'oggi sia più desiderabile e accettabile», suggerisce l’autore della prefazione». Dove capovolgere sta per innovazione, cambiamento, trasformazione, ma non solo. «Sta, anche, per radicalità. Senza quest'ultimo elemento, il suo senso non si farebbe compiuto».

Alla presentazione al Gatta Rossa art cafè interverrà il professor Pablo Gorini.(v.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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