Il dolore
«Aferpi, ancora troppe incertezze»
Preoccupa anche il raddoppio dei costi della parte siderurgica
PIOMBINO. Costi raddoppiati per il settore siderurgico, nuova acciaieria, Tpp, laminatoio e rotaie: lo afferma Minoranza sindacale riferendosi a quanto comunicato dai sindacati ai lavoratori nella recente assemblea a palazzo Appiani.
«I 300 milioni descritti nel piano Cevital sono diventati 600 e per questo Aferpi sta cercando i finanziamenti», afferma il gruppo che esprime preoccupazione anche per la mancanza di certezze sull’erogazione del Tfr.
Le criticità, forti, individuate continuano a ruotare sulla mancanza di chiarezza e sulla risposta dei sindacati, ritenuta nettamente insufficiente: «Per l'ennesima volta - prosegue il gruppo - hanno ripetuto che il prossimo incontro sarà quello decisivo e che se non si avranno risposte concrete sulla tecnologia scelta per la nuova acciaieria, la ditta costruttrice, la lettera d'intenti a garanzia d'acquisto della nuova acciaieria, partiranno manifestazioni e scioperi, senza escludere il ricorso alla magistratura per far valere i diritti dei lavoratori».
Nel rilanciare l’idea (bocciata da Fim, Fiom e Uilm) di un referendum per decidere se organizzare una manifestazione a Roma durante il prossimo incontro dell’11 febbraio, Minoranza etichetta il rifiuto come un atto di arroganza ingiustificabile. «Il sindacato - dice - dichiara, anche nell'ultimo comunicato delle Rsu, che la scelta è dei lavoratori, nei fatti poi a decidere sono sempre i soliti fino ad indire e revocare le manifestazioni senza ascoltare nessuno».
L’insoddisfazione netta include le assemblee separate, liquidate come intollerabili in quanto capaci di dividere e consolidare la sensazione che chi lavora non ha niente a che fare con chi è in Cig, o fa parte dell’indotto a cui non viene riconosciuto il diritto di partecipare alle assemblee. «Per il Tfr invece, nei fatti, abbiamo assistito all'ennesimo rinvio, tra l'annuncio di nuovi tavoli e di soluzioni tutte da costruire. Questo - prosegue il gruppo - non può essere presentato certo come una vittoria, nei fatti potremo festeggiare solo quando i lavoratori riceveranno ciò che spetta loro e non un minuto prima. Per questo torniamo a chiedere ai sindacati di smettere di pietire un diritto e di pretenderlo, con forme di mobilitazione tali da costringere finalmente il governo, a trovare subito una soluzione».
«Se l’incontro dell’11 febbraio non portasse risultati decisivi - chiude Minoranza - i sindacati dovranno rispettare quanto annunciato in assemblea. E cioè, manifestazione con occupazione delle istituzioni e possibile ricorso alla magistratura. Altrimenti, perderanno definitivamente qualsiasi credibilità e legittimità per continuare a rappresentare i lavoratori».
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