Il dolore
Base navale a rischio chiusura
Carcere: l’allarme tagli del sindacato Ugl di polizia penitenziaria
PORTO AZZURRO. «L’amministrazione penitenziaria vuole chiudere la base navale della penitenziaria di porto azzurro, ma noi non ci stiamo». A lanciare l’allarme è il responsabile nazionale della Ugl polizia penitenziaria, De Pasquale. «Il servizio navale, afferma - è una delle prime specializzazioni del corpo e costituisce un supporto operativo logistico alle strutture penitenziarie, quindi è impensabile ipotizzare la chiusura della base navale di Porto Azzurro dove insiste una casa di reclusione con circa 400 detenuti di media sicurezza».
La soppressione di tale servizio, secondo De Pasquale, potrebbe rappresentare un pregiudizio all’ordine e alla sicurezza del penitenziario, considerato che non ci sono collegamenti dalle 22 alle 6 tra l’isola d’Elba e Piombino; il servizio navale garantisce il trasporto in sicurezza allo scalo portuale di Piombino.
Il sindacalista afferma inoltre che la casa di reclusione di Porto Azzurro gestisce e dirige anche «il presidio della sede di Pianosa ed attualmente ci sono circa 30 detenuti, tutti lavoranti e cinque poliziotti penitenziari. Il servizio navale presso l’isola di Pianosa garantisce il prelevamento dei detenuti art. 21 in caso di malore o infortunio, invio di carburante per i mezzi terrestri, trasporto di personale e delle autorità che fanno visita all’isola. «Siamo contrari – conclude il responsabile nazionale dell'Ugl – alla chiusura della base navale di Porto Azzurro perché costituisce un presidio di legalità per l’arcipelago toscano».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google