Finanza
Autopsia per chiarire la morte di Mossini
Doppia inchiesta di carabinieri e capitaneria sull’incidente che ha stroncato la vita al titolare del diving di Lacona
CAMPO NELL’ELBA. Una tragedia in mare senza ancora una spiegazione certa. Sarà infatti l’autopsia, che sarà disposta nelle prossime ore dal sostituto procuratore Giuseppe Rizzo, a dover chiarire le cause della morte di Giuseppe Mossini. Il titolare del diving “Blu Immersion di Lacona”, è morto nel pomeriggio di domenica, dopo essersi sentito male nel corso di un’immersione nel mare del Golfo Stella, davanti ai Gemini.
Ieri mattina gli uomini dei carabinieri e della capitaneria di porto hanno ascoltato i due uomini che erano con Mossini a bordo della barca Vittoria e, con lui, si sono immersi a circa 45 metri di profondità. Sono stati loro a riportare a Marina di Campo la barca, quasi affondata dopo un incidente in mare, con l’aiuto degli uomini dei carabinieri e quelli della capitaneria di porto, intervenuti con il personale del presidio di Campo e con altri due militari in arrivo da Portoferraio. I volontari del 118 hanno provato a lungo a rianimare il titolare del diving. Ma non c’è stato niente da fare. La morte di Mossini è stata dichiara alle 16.32.
Le indagini. Sono due le inchieste sulla vicenda, entrambe coordinate dal pm Rizzo, aperte dalla Procura di Livorno. La prima, di tipo penale, è incentrata sulle cause della morte del 55enne ed è affidata ai carabinieri che, nelle ore immediatamente successive all’incidente, hanno provveduto a mettere sotto sequestro la barca utilizzata da Mossini e dai suoi due compagni di immersione e le bombole utilizzate (sulle quali saranno effettuate delle verifiche di tipo tecnico). L’autopsia, attesa per chiarire le cause del decesso di Mossini, sarà disposta nelle prossime ore dalla Procura (ci vorranno alcuni giorni per conoscere l’esito). Il titolare del diving era con un il cugino e un amico: si è immerso su un fondale di circa 45 metri. Si è sentito male quando era a 5-6 metri di profondità ed è riuscito a risalire in superficie. Ma la situazione è precipitata rapidamente: resta da capire se si sia trattato di un malore improvviso o se la causa della morte sia imputabile a un’embolia.
La seconda indagine è invece di tipo tecnico - amministrativo (con probabili risvolti penali) e viene portata avanti in queste ore dal personale della Capitaneria di porto di Portoferraio. I militari stanno acquisendo tutte le informazioni necessarie per chiarire la dinamica dell’incidente, dai fatti legati all’immersione fino ai soccorsi e al trasferimento fino a Marina di Campo. La barca Vittoria è arrivata in porto con la prua sommersa in seguito a un incidente: è probabile che lancora, non completamente salpata, sia andata a sbattere più volte sullo scafo, finendo per sfondare l’opera morta dell’imbarcazione.
Il dolore dei conoscenti. Sono state molte, in queste ore, le dimostrazioni di affetto e i ricordi di Giuseppe Mossini da parte dei colleghi e di tutti coloro che conoscevano il titolare del diving di Lacona. «È un’immensa tragedia e un vero dispiacere che ci abbia lasciato, poiché Beppe era una brava persona ed un amico – ha spiegato Simone Innocenti, presidente del Ced, consorzio elbano diving – un lutto per tutti i colleghi del Ced e per tutti quelli che lo conoscevano e lo apprezzavano, una vita spezzata prematuramente, un collega che non dimenticheremo. Le nostre più sentite condoglianze alla famiglia».
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