Il Tirreno

Muore a 55 anni per un malore in immersione

di Guido Fiorini
Muore a 55 anni per un malore in immersione

Giuseppe Mossini, titolare del diving Blu Immersion di Lacona, si è sentito male mentre era con amici alle Gemini

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MARINA DI CAMPO. Si è sentito male mentre era in immersione. È risalito, forse troppo velocemente. E la corsa verso Marina di Campo, durante la quale la barca ha avuto anche un incidente e ha rischiato di affondare imbarcando acqua, non è bastata.

Così per Giuseppe Mossini, 55 anni, residente alla Pila, non c’è stato niente da fare. Era cosciente quando è risalito sulla barca, ma le sue condizioni si sono via via aggravate e dopo poco ha perso i sensi. Quando è arrivato sul porto i sanitari che lo attendevano gli hanno praticato un lungo massaggio cardiaco, ma dopo molti tentativi si sono dovuti arrendere.

Dopo un primo esame del medico legale, dottor Genghi, la salma è stata quindi trasferita a Portoferraio, a disposizione dell’autorità giudiziaria che ha disposto l’autopsia. La barca del diving e le bombole sono state messe sotto sequestro, sulla vicenda indagano i carabinieri.

L’incidente è avvenuto nel primo pomeriggio di ieri. Giuseppe Mossini, che è il titolare del diving “Blu Immersion” di Lacona, è uscito insieme al cugino e a un amico per fare alcune immersioni nel golfo di Lacona. I tre, tutti sub molto esperti, erano a bordo del Vittoria, la barca con la quale il diving porta i sub a largo.

Le prime immersioni, nella zona delle Gemini, sono andate bene. Ma, a un certo punto, mentre si trovava sott’acqua, pare a circa sei-sette metri di profondità, Mossini ha accusato un malore. Ha avvertito gli amici e, in qualche modo, è riuscito a tornare in superficie e a risalire sulla barca. Molto probabilmente la risalita è avvenuta troppo velocemente, ma sarà l’autopsia a chiarire le cause del decesso: sarà effettuata nei prossimi giorni.

Certo è che quando è tornato sul Vittoria era ancora cosciente e le sue condizioni si sono aggravate con il passare dei minuti.

Appena a bordo gli amici hanno dato l’allarme e sono partiti a tutta velocità verso Marina di Campo. Sul porto sono così arrivate due ambulanze, della Croce Rossa di Marina di Campo e della Croce Verde di Portoferraio. Sono arrivati anche i vigili del fuoco e i carabinieri.

Nella corsa verso Marina di Campo, fra l’altro, il Vittoria ha iniziato a imbarcare acqua. Pare infatti che, nella fretta di partire, i due a bordo non abbiano issato completamente l’ancora. Questa, sbattendo contro lo scafo, lo ha forato sotto il livello di galleggiamento e l’acqua è entrata copiosa.

Così per un certo tratto il Vittoria è riuscito a procedere ma, a un certo punto, non riusciva più ad avanzare, con la prua ormai semisommersa. A poche centinaia di metri dalla banchina ha iniziato a girare in circolo.

Dal porto, però, i carabinieri hanno visto la scena e sono usciti con la motovedetta. Uno di loro è salito sul Vittoria e, con una manovra da vero esperto, è riuscito a far arrivare in porto il Vittoria a marcia indietro.

Quando la barca è arrivata in porto l’uomo, imbracato dai soccorritori, è stato issato sul molo, ormai incosciente. Qui i sanitari hanno tentato di rianimarlo, praticando il massaggio cardiaco.

Ma tutto è stato inutile, intorno alle 17 Mossini è deceduto.

Sulla vicenda indagano i carabinieri di Marina di Campo, che hanno sentito il cugino e l’amico in caserma.

È stato anche disposto il sequestro dell’imbarcazione e di tutte le bombole che erano a bordo. Sono state portate in caserma.

Sul porto di Campo sono poi rimasti i vigili del fuoco che hanno messo in sicurezza il Vittoria, che continuava a imbarcare acqua e rischiava di affondare.

@guifiorini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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