Il Tirreno

Da settembre sono tre i deceduti per le insidie del mare

Da settembre sono tre i deceduti per le insidie del mare

I precedenti a Giannutri, al Giglio e a Calafuria in tutti i casi si trattava di esperti della subacquea

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MARINA DI CAMPO. Negli ultimi mesi le tragedie del mare sono state più di una. Da settembre a oggi i morti nel mare dell’Arcipelago sono tre, in tutti i casi si trattava di sub esperti, colti da malore mentre erano in immersione.

12 settembre. Nelle acque di Giannutri muore Andrea Buggi, sub esperto.

L'uomo, un quarantenne di Roma, era partito con altri otto amici a bordo di un'imbarcazione presa a noleggio a Porto Ercole ed era arrivato con la comitiva a Cala Secca.

Sub esperto, era sceso fino a quaranta metri. Poi però, ha fatto una risalita troppo veloce.

Gli altri sub che erano con lui hanno dato l'allarme alla capitaneria di porto che è arrivata all'isola di Giannutri con la motovedetta ma non ha potuto fare altro che recuperare la salma.

13 settembre. Il giorno successivo la tragedia avviene nelle acque davanti agli scogli di Calafuria, lungo il Romito, a Livorno.

Un subacqueo, di 45 anni, Luca Manfredi, di Massarosa, in provincia di Lucca, muore durante un'immersione. L'uomo faceva parte di un gruppetto di appassionati che avevano in programma un'escursione in uno dei paradisi della subacquea.

Ma durante l'immersione qualcosa non ha funzionato, il sub è stato colto da un malore ed è stato immediatamente soccorso dal compagno che era più vicino a lui e poco dopo dai subacquei della scuola di diving "La Torre di Calafuria" che lo hanno trasportato a riva.

Nonostante questo il medico e i volontari della Misericordia di Montenero per un'ora circa hanno cercato di rianimarlo senza però riuscirci. Alla fine hanno potuto solo constatare il decesso.

8 dicembre. L'ennesima tragedia avviene nelle acque dell’Isola del Giglio.

Un uomo di 44 anni - Alessandro Fiordiponti, anche lui romani - muore nella tarda mattina di martedì 8 dicembre in località Cala Cupa, nei pressi di Giglio Porto. Colpa di un malore che l'ha colpito al termine di un’immersione.

Il sommozzatore arrivava da Roma e si era immerso assieme ad altre sette persone, pare a una profondità di circa trenta metri.

Dopo la normale risalita, ha iniziato ad accusare i primi problemi cardio-respiratori.

L’uomo è stato subito soccorso e trasportato sulla vicina scogliera ed era ancora vivo. Qui è stato sottoposto a un massaggio cardiaco da parte del personale del centro diving, con il quale aveva effettuato l’immersione.

Poco dopo sono arrivati anche un medico iperbarico della società Micoperi, il 118 e l’lisoccorso Pegaso, ma per lui non c’è stato nulla da fare.

Il corpo di Fiordiponti è poi rimasto a disposizione della magistratura ed anche in questo caso era stata disposta l’autopsia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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