Sicurezza
Più soldi a Portoferraio, le ragioni dello strappo
Lo scontro sulla Gestione associata sulla suddivisione e l’utilizzo del gettito E a scatenare la lite tra Ferrari e gli altri sindaci basta la congiunzione “nonché”
PORTOFERRAIO. Quel “nonché” è l’oggetto della discordia sul contributo di sbarco. O più precisamente la congiunzione “nonché” segna il solco tra l’interpretazione della legge sul nuovo contributo tra il Comune di Portoferraio con il suo sindaco Mario Ferrari e gli altri Comuni, con in testa il sindaco capofila Ruggero Barbetti.
Lo scontro tra le due correnti, terminato con un blackout istituzionale che ha bloccato l’approvazione con aumento a 2,50 euro del nuovo contributo e che rischia di cancellare persino la Gestione associata del turismo, si gioca molto su come il gettito in arrivo dai turisti debba essere utilizzato, sulla base delle linee dettate dalla nuova legge di stabilità.
Lite sul testo. È proprio quel “nonché” ad aver scatenato uno scontro, nel corso della conferenza dei sindaci, tra il ragionere capo del Comune di Portoferraio Luca Donati e il sindaco di Porto Azzurro Luca Simoni (sulla stessa linea degli altri sindaci eccetto Portoferraio). Lo screzio si gioca sull’interpretazione del testo della legge di stabilità, relativamente all’utilizzo del gettito del contributo di sbarco: «Il gettito del contributo – si legge nel testo – è destinato a finanziare interventi di raccolta e di smaltimento dei rifiuti, gli interventi di recupero e salvaguardia ambientale nonché interventi in materia di turismo, cultura, polizia locale e mobilità nelle isole minori».
La linea “barbettiana”. Per sette sindaci elbani su otto, compreso quello del Comune capofila della Gestione associata del turismo, i Comuni hanno la massima libertà di scelta tra le possibilità ventilate nel testo della legge. O, più precisamente, gli interventi relativi alla raccolta e allo smaltimento dei rifiuti e di salvaguardia ambientale sono messi sullo stesso piano degli interventi in materia di cultura e turismo (tra cui la promozione turistica). Da questa interpretazione i sindaci, su proposta di Barbetti, hanno dettato una linea chiara sulla stima di suddivisione del gettito: la metà, circa 1.250.000 euro, ai Comuni (150 mila a testa e 200mila a Portoferraio), l’altra metà alla Gestione associata del turismo per la promozione, altre 100mila euro (e non 60mila euro) per finanziare un progetto di promo-commercializzazione delle categorie economiche. Saranno poi i singoli Comuni a decidere come impiegare la loro quota parte (dagli interventi per gli eventi e cultura, fino al decoro urbano e interventi ambientali).
La linea portoferraiese. Portoferraio e il suo sindaco Mario Ferrari, tuttavia, hanno dato un’interpretazione diversa al testo della legge di stabilità.
Il gettito dovrà essere utilizzato in primo luogo per gli interventi di raccolta e smaltimento dei rifiuti, recupero e salvaguardia ambientale e solo in secondo luogo ad interventi in materia di turismo, cultura, polizia locale e mobilità nelle isole minori. Una lettura che riprende lo stesso titolo dell’articolo 33 della legge di stabilità che introduce il contributo di sbarco «Al fine di sostenere e finanziare gli interventi di raccolta e di smaltimento dei rifiuti nonché gli interventi di recupero e salvaguardia ambientale nelle isole minori». Da qui la richiesta del sindaco Ferrari, che ha bloccato l’approvazione del nuovo contributo, di provvedere prima a individuare le modalità di utilizzo del gettito del contributo di sbarco con un progetto definito, quindi provvedere a un accordo sulla ripartizione del gettito.
Il vero scoglio. È chiaro, tuttavia, che non è solo la congiunzione “nonché” ad aver scatenato lo scontro tra sindaci e, ancora una volta, a minare un tentativo di politica sovracomunale all’isola d’Elba. Alla base dello strappo di Ferrari c’è la volontà di avere, nell’ottica della suddivisione del gettito del contributo di sbarco, una quota ben più pesante per Portoferraio, il Comune che accoglie il maggior carico di turisti, avendo il porto principale. Il mancato accordo è frutto dello scontro per la leadership che, in modo più o meno latente, va in scena da tempo tra Capoliveri, capofila della Gestione associata del turismo e Portoferraio. In questo contesto ad avere la peggio sono i Comuni più piccoli, tra tutti Rio nell’Elba, che dal contributo di sbarco sono avvantaggiati e con un passaggio all’imposta di soggiorno, sarebbero molto penalizzati. Il contributo di sbarco, in questi due anni, ha di fatto finanziato una parte cospicua degli eventi e delle iniziative organizzate, che altrimenti sarebbero state a rischio per le poche risorse a disposizione degli enti.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
