Lutto
Messa in ricordo di don Vincenzo
Il parroco è morto 25 anni fa: il Comune gli ha dedicato una strada
CAPOLIVERI. Sarà ricordato nel corso della celebrazione della messa delle 11, in parrocchia stamani, don Vincenzo Bernardini, parroco di Capoliveri, nel primo anniversario dei 25 anni dalla sua scomparsa.
Lo rende noto l’attuale parroco di Capoliveri, don Emanuele Cavallo, che rivolge anche l’invito a tutte le persone che hanno conosciuto il sacerdote di Follonica e ne hanno apprezzato il suo ministero a prendere parte alla riconoscenza. Don Vincenzo fu sacerdote della parrocchia di Capoliveri per ben quarant’anni. Consacrato prete nel giugno 1843, svolse i suoi primi anni di missione nelle campagne massetane. Proprio qui, don Emanuele conobbe don Vincenzo, quando era parroco a Valpiana, prima che la parrocchia passasse sotto le sue dirette dipendenze. Nel 1945, a guerra mondiale praticamente finita, don Vincenzo sbarcò all’Elba. Prima ebbe l’incarico di occuparsi dei fedeli di Marina di Campo, paese dove svolse un forte apostolato e ancora molti parrocchiani lo ricordano con piacere, poi, nel novembre 1950, passò alla parrocchia di Capoliveri, che resse ininterrottamente fino al 1991, anno della sua morte. Quarantumo anni che i cittadini del comune ex minerario non hanno certo dimenticato.
Ricorda don Emanuele Cavallo, attuale parroco della chiesa di Capoliveri: «Mi recai all’ospedale di Massa Marittima dove era ricoverato don Vincenzo e dove sarebbe morto, per far visite ai malati che conoscevo. Mi chiese cosa ci facessi da quelle parti e risposi che ero andato a trovare le famiglie alle quali donavo l’immagine della Madonna del Buon Consiglio. Me ne chiese una che fece sparire sotto il guanciale, appena in tempo per scorgere, quando sollevò il cuscino, che sotto già teneva il santino della Madonna delle Grazie».
Fu lui che si preoccupò di ristrutturare l’antico santuario elbano danneggiato dalle bombe nell’ultimo conflitto. Tutto quello che possedeva l’ha generosamente donato alla comunità di Capoliveri.
La sua abitazione di via Roma è divenuta oggi “Casa di Nazaret”, come l’altra casa di Follonica è ora proprietà della parrocchia. I Capoliveresi non lo hanno mai dimenticato e, in occasione del ventennale della sua morte nel gennaio 2011, su richiesta della dirigenza della Novac, l’amministrazione comunale gli intitolò una via cittadina, “A perenne memoria – concludeva la motivazione – di un sacerdote che ha dato tanto alla sua comunità”.
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