Sicurezza
Rebrab è nono tra i più ricchi d’Africa
Nella classifica di Forbes figura anche Mordashov, ottantanovesimo al mondo
PIOMBINO. Issad Rebrab, presidente di Cevital e di Aferpi, è per il secondo anno consecutivo il nono uomo più ricco in Africa (e il primo in Algeria), con un patrimonio di tre miliardi di dollari.
La classifica del 2015 è della rivista statunitense Forbes, e al suo interno – stavolta nella graduatoria dei più ricchi al mondo – si scopre il nome di un ex dello stabilimento piombinese ora di Rebrab. Forbes infatti assegna ad Alexey Mordashov, che nel 2010 lasciò l’acciaieria in un mare di debiti con le banche, 770 milioni di euro, l’ottantanovesima posizione mondiale, con un patrimonio di 10,7 miliardi di dollari.
Forbes, spiega che Rebrab possiede «una delle più grandi raffinerie di zucchero al mondo», citando poi la sua attitudine «all’acquisto di imprese europee in difficoltà. Nel 2014 ha acquisito (per una cifra non disponibile) Groupe Brandt, grande produttore francese di elettrodomestici. Cevital – spiega ancora Forbes – ha investito più di 200 milioni di dollari per costruire un impianto Brandt in Algeria, che darà lavoro a 7.500 persone». Nessun riferimento invece all’acquisto della Lucchini, avvenuto lo scorso primo luglio.
Da allora si attendono gli investimenti promessi da Rebrab per tornare alla produzione di acciaio, con un obiettivo che lo stesso imprenditore algerino ha fissato in due milioni di tonnellate annue. In questi giorni, secondo fonti aziendali, Rebrab sta vagliando le ultime offerte dei fornitori della nuova acciaieria elettrica piombinese.
Chiariti al momento solo i primi interventi di liberazione delle aree della vecchia acciaieria – dove secondo i progetti dovrebbe sorgere un impianto agroindustriale – Aferpi è impegnata a presentare i piani attuativi del suo progetto industriale nella riunione fissata per l’11 febbraio al Mise. I sindacati, che minacciano in caso contrario il ricorso a scioperi e manifestazioni, si aspettano in quella sede di conoscere «la tecnologia scelta, la ditta costruttrice e la lettera di intenti a garanzia dell’acquisto del forno elettrico».
Martedì prossimo a Roma invece Fim, Fiom e Uilm discuteranno del tfr per i lavoratori ex Lucchini, bloccati da una causa intentata dal ministero dell’Ambiente. Lo stesso giorno, alle 18 a PalazzoAppiani, si terrà un’assemblea per discutere dell’esito dell’incontro.<QM>(cloz)
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