Il Tirreno

Tafferugli in stazione «Ma i profughi proprio non c’entrano»

di Annalisa Mastellone
Tafferugli in stazione «Ma i profughi proprio non c’entrano»

I Cinque Stelle polemizzano sulla gestione dei migranti Replica l’assessore Ticciati: «Non raccontano la verità»

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CAMPIGLIA. Il Movimento 5 Stelle torna a polemizzare sulla gestione dei migranti ospiti a Campiglia stazione. E lo fa con una nota in cui punta il dito sulla necessità di ulteriori controlli da parte dell’amministrazione, riferendo di un episodio, non precisato, che sarebbe accaduto in zona qualche giorno fa. «Il centro migranti gestito dall’associazione Homo Diogene vicino alla stazione di Campiglia Marittima, anche oggi - scrivono il 19 gennaio i consiglieri Cristina Chesi e Daniele Fioretti - scena di tafferugli, di volanti delle forze dell’ordine a sirene spiegate con migranti a bordo». Da fonti istituzionali, nessuno dei richiedenti asilo è stato coinvolto. Ma i pentastellati partono dal racconto di questo episodio, per sottolineare che «sarebbe più utile che ad occuparsi dell’accoglienza di queste persone siano i Comuni, senza nessun oggetto terzo a fare da intermediario. Ci sarebbe sicuramente un miglioramento dell’accoglienza evitando sovraffollamenti, promiscuità e tensioni spingendo così verso un’integrazione più curata e immediata». E attaccano la metodologia avviata dall’amministrazione in tema di accoglienza, che terrebbe “ben distanti le due culture” senza favorire la giusta convivenza tra residenti e migranti.

«Riteniamo altresì - va avanti la nota - richiedere all’amministrazione che si è fatta promotrice di questo progetto di accoglienza, tramite un protocollo d'intesa con la prefettura, di garantire una sorveglianza più stretta dei profughi accolti nel centro, perché durante una nostra ispezione effettuata dai nostri consiglieri portavoce comunali Daniele Fioretti e Cristina Chesi e con il consigliere regionale Enrico Cantone, ci siamo resi conto che la cooperativa che gestisce l’accoglienza non è sempre a conoscenza degli spostamenti dei migranti stessi all'uscita del centro. Onde evitare episodi come quello odierno, anche a tutela dei profughi, affinché essi non rischino di divenire manovalanza per la criminalità organizzata, il M5S di Campiglia Marittima chiede un intervento immediato dell'amministrazione a riguardo a garanzia di una quieta convivenza anche con gli abitanti della zona».

Pronta replica dell’assessore alle politiche sociali Alberta Ticciati, che assicura che i ragazzi della Homo Diogene non si sono resi protagonisti di episodi come quello riferito. «Mi dispiace – afferma – rilevare che appena avviene un piccolo tafferuglio o si sente una volante delle forze dell’ordine, si pensi subito agli ospiti presenti nelle strutture del nostro territorio». Il tema dell’immigrazione nel nostro Paese è complesso, serio e difficile da gestire, sottolinea l’assessore, «ma questo non può essere un giustificativo per vivere nell’intolleranza e nel pregiudizio». E invita i 5 Stelle a verificare i fatti. «Ci tengo a precisare che i “tafferugli e le sirene spiegate” a cui si fa riferimento – precisa – in alcune dichiarazioni uscite a mezzo stampa e sui social network, non si sono verificati tra gli ospiti dell'associazione Homo Diogene, ma tra persone che erano su treni che hanno fatto fermata a Campiglia. Voglio anche aggiungere che le istituzioni, così come i consiglieri comunali di qualsiasi parte politica siano, hanno il dovere e la responsabilità di difendere la verità, di approfondirla e raccontarla e condividerla con i cittadini, non di fermarsi superficialmente alla deduzione di qualcosa sulla base di pochi indizi non verificati che talvolta si rivelano non veri. Mi permetto di scomodare Seneca che afferma: spesso nel giudicare una cosa ci lasciamo trascinare più dall'opinione che non dalla vera sostanza della cosa stessa».

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