Sicurezza
Il vicesindaco: «Un’indagine per evitare le emergenze»
PORTOFERRAIO. Mai più trovarsi a intervenire come è stato per l’asilo di San Giuseppe, i cui lavori di ripristino alle strutture murarie poco stabili sono stati previsti con somma urgenza. Vietato...
PORTOFERRAIO. Mai più trovarsi a intervenire come è stato per l’asilo di San Giuseppe, i cui lavori di ripristino alle strutture murarie poco stabili sono stati previsti con somma urgenza. Vietato pianificare con l’acqua alla gola. Così la giunta Ferrari approva, nell’ultima riunione di lavoro, il piano di indagine sullo stato attuale in cui versa l’intero patrimonio edilizio dato in uso all’Istituto comprensivo di Viale Elba. Tutto ciò per avere un quadro aggiornato sulla situazione e prevedere quindi gli interventi di recupero ritenuti indispensabili. «Questo per evitare incresciosi episodi – come ammette lo stesso assessore alla Cultura nonché vicesindaco di Portoferraio, Roberto Marini – del tipo di quelli che sono avvenuti di recente in Città, costringendo la dirigenza scolastica a chiudere lo stabile e rimandare a casa i bambini, come successo alla materna di San Giuseppe e a Carpani. Anche perché il patrimonio edilizio di proprietà comunale destinato a ospitare le funzioni didattiche dalla scuola d’infanzia alla scuola media dell’obbligo ha una anzianità che si colloca mediamente attorno ai 50 anni». Un’indagine non solo per gli edifici scolastici. Ma anche per tutta la proprietà comunale che è stata data in uso alle esigenze della cittadinanza. Intanto si fissa la data del sopralluogo che sarà effettuato il primo di febbraio. Accompagneranno gli amministratori, in questa specie di ispezione sui beni immobili del Comune, anche i consiglieri comunali. Così, è stata approvata la proposta formulata sempre dall’assessore Marini “Edilizia scolastica, problematiche di conservazione e manutenzione, necessità d’intervento”. Si tratta di un atto d’indirizzo voluto dall’esecutivo per rendersi conto dello stato conservativo degli immobili da una parte. Dall’altra dà l’opportunità all’amministrazione comunale di svolgere un check-up approfondimento sulla domanda attuale e prevedibile nell’arco di tempo di 10 o 15 anni di servizi scolastici, in relazione agli andamenti demografici e dei flussi migratori, al fine di verificare se la dotazione esistente di edifici sia sufficiente, oppure no e si possano così determinare condizioni di redistribuzione dei diversi livelli di scuola nelle sedi attuali o in altre da reperire o costruire ex novo. Non solo. «Considerando poi che la particolare destinazione d’uso di questi edifici è indirizzata principalmente alle nuove generazioni in formazione, ovvero al patrimonio umano forse più importante della nostra società, occorre garantire il raggiungimento di livelli di sicurezza e agibilità delle strutture forse superiore a quella di strutture con altre destinazioni funzionali».
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