Sicurezza
“Il guerriero” stroncato dalla leucemia
Addio a Stefano Scandurra, la città si era mobilitata per trovare donatori di midollo
PIOMBINO. “Il guerriero” non ce l’ha fatta. Se n’è andato a 38 anni mercoledì 20 gennaio alle 21,30, all’ospedale San Raffaele di Milano. È finita così nel peggiore dei modi la battaglia che Stefano Scandurra stava combattendo da oltre un anno contro una malattia maligna e progressiva, la leucemia linfoblastica acuta.
I funerali si terranno venerdì 22 gennaio alle 14,30 alla chiesa dei Frati. Dall’Immacolata, subito dopo la funzione, la salma verrà trasferita a Livorno per la cremazione.
Era il dicembre del 2014, quando il giovane piombinese si trovava in Germania per passare le feste natalizie con la fidanzata Michela, che lavorava lì. Un improvviso quanto banale mal di schiena segna l’inizio del lungo viaggio attraverso la malattia; il ricovero, una serie di controlli e poi la diagnosi: leucemia linfoblastica acuta.
La cura? La somministrazione di una pasticca, lo Sprycel che risolve la malattia nel 70 per cento dei casi, lasciando i restanti 30 per cento di pazienti soggetti a ricaduta. Stefano purtroppo rientra in quel maledetto 30 per cento.
Dopo tre mesi la prima ricaduta, poi un ciclo di chemioterapia e un nuovo peggioramento al momento del secondo ciclo. «Non è servita la somministrazione di un’altra pasticca, stavolta sperimentale, affiancata alla chemio – raccontava la sorella Daniela, di tre anni più grande, lo scorso giugno - L’ultima spiaggia è la chemioterapia e poi il trapianto di midollo. Purtroppo al momento tra i familiari e nella banca dati non c’è un donatore pienamente compatibile».
L’appello disperato di Daniela, alla ricerca di un donatore per Stefano, scatena un’ondata di solidarietà tra i piombinesi. Un centinaio di persone si rivolge l centro trasfusionale di Villamarina per la tipizzazione di verifica della compatibilità.
Nessuno risulta idoneo, ma la partecipazione ha l’effetto collaterale di una positiva sensibilizzazione al problema, con nuovi potenziali donatori di midollo o di sangue. La solidarietà a Stefano si traduce poi, a fine giugno, nel concerto per la vita organizzato al “Gattarossa”, su idea di Marzia Guarnaccia, supportata da uno dei migliori amici di Stefano, Giuseppe Caputo.
Presenti gli stand e i rappresentanti di associazioni come Ail, Avis e Admo, e le band che si sono avvicendate sul palco per un concerto che ha avuto il volto dell’amicizia e del sostegno a Stefano, e non solo.
Pochi giorni prima, su Facebook, per iniziativa di Lucia Parascandolo, era nato il gruppo #iostoconstefano che in poco tempo aveva raggiunto oltre 13mila adesioni.
Andando avanti nel tempo, a fine settembre la notizia del secondo ciclo di terapie all’ospedale Sant’Orsola di Bologna, per “pulire” il midollo di Stefano in attesa del trapianto. Non avendo trovato il donatore adatto, sarà la sorella Daniela (compatibile al 50 per cento) a donargli il proprio al San Raffaele di Milano.
Il trapianto, tuttavia, non ci sarà. Quasi alla fine del secondo ciclo di terapie, un’infezione polmonare complica tutto il quadro. Stefano viene comunque trasferito a Milano dove gli viene somministrato un farmaco per tenere a bada la malattia e, contemporaneamente, assume antibiotici per l’infezione e subisce continue trasfusioni.
Il tutto con scarsi risultati, tanto che il giovane nei primi giorni dello scorso dicembre decide di venire a Piombino, ospite dell’evento organizzato dall’Ail (Associazione italiana leucemie). «Era sicuro di non riuscire ad arrivare al Natale – spiega la sorella Daniela – e voleva rivedere un’ultima volta i parenti e gli amici. Per questo è tornato a Piombino nonostante il parere contrario dei medici».
Pochi giorni trascorsi a casa e poi di nuovo a Milano, dov’è rimasto fino a mercoledì sera quando si è arreso alla leucemia, accanto alle persone care, la madre, la sorella, la fidanzata Michela.«Ha sofferto tantissimo, sia fisicamente che psicologicamente – afferma Daniela – È sempre stato consapevole eppure combattivo e coraggioso. Era lui a farci forza, dimostrando a tutti un’incredibile dignità. È stato un guerriero. In ogni ospedale in cui siamo stati, i medici ci dicevano di non aver mai visto affrontare la malattia e il dolore con la lucidità, la coerenza e il coraggio di Stefano. Dicevano che era un leone».
Stefano il guerriero. Stefano che ha confidato ai propri cari gli ultimi desideri rivolti a coloro che restano, parenti, amici, semplici concittadini e non solo: fare una donazione all’Ail e, in futuro, veder realizzare eventi sportivi o di altro tipo dedicati alla sua memoria e destinati alla beneficenza.
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