La manifestazione
Azzi: «Non servono pressioni, corriamo»
L’Ad di Aferpi sui tempi: «Lavoro complesso, pochi mese di sacrifici non pregiudicano il progetto»
FOLLONICA. La Nuova Solmine investe a Piombino ed ha già stretto rapporti con Aferpi. Lo ha confermato il presidente Luigi Mansi, padrone di casa alla Leopolda: «Guardiamo con grande interesse al porto di Piombino - ha detto - perché il mediterraneo è prima di tutto un grande mercato e noi abbiamo la porta per raggiungerlo. L’Iran non ha più le sanzioni e l’arrivo degli algerini è una conferma. La piana di Scarlino può solo trarne vantaggi».
Accanto a lui Fausto Azzi, amministratore delegato di Aferpi: «Piombino rappresenta un punto di riferimento nel mediterraneo - ha detto - e Cevital si è interessata per un’esigenza di internazionalizzazione del gruppo. Da questo nasce il progetto che va dalla siderurgia, all’agroalimentare, alla logistica. Rebrab ha visto una grande opportunità nelle aree retrostanti il porto, qui possiamo intercettare i flussi commerciali dall’Asia che, finora, vanno solo su Rotterdam». E poi Azzi si è soffermato su andamento dei mercati e tempistica del progetto: «L’andamento del mercato dell’acciaio certo non ci aiuta, in particolare il crollo del costo delle materie prime. Però la Cina, che produce a costi inferiori dei nostri, ha tempi di consegna molto lunghi e non è percepita come esempio di affidabilità. Ecco che noi possiamo competere con tempi assai più brevi, proprio grazie al porto, e con qualità superiore».
E sui tempi: «Abbiamo un dialogo quotidiano e molto positivo con le istituzioni, ai vari livelli. Lo stesso con i sindacati. Ma la riprogettazione dell’acciaieria, con il forno elettrico, è un lavoro complesso. Lo stiamo facendo senza soste, abbiamo lavorato ogni giorno anche durante le feste, ma siamo anche legati alle risposte dei fornitori e a una serie di regole che vanno rispettate. Avremo anche bisogno di un sostegno finanziario e abbiamo dei tavoli aperti. Insomma, non importa che ci pressino, stiamo già correndo. E qualche mese di sacrifici in più non comprometterà il gran lavoro che stiamo facendo».
Federico Vecchioni, di Bonifiche Ferraresi, unica azienda agricola in Europa quotata in borsa, ha confermato che stanno investendo nella zona di Cortona e ha confermato che «La Toscana ci interessa e anche quest’area per la potenzialità logistica. Siamo pronti a valutare proposte di spessore».
Infine Pacini di Tioxide ha confermato l’intenzione della multinazionale americana di investire sul territorio e Orsini del Golf Club Argentario ha annunciato l’intenzione di investire 20 milioni di euro per allargare l’offerta ricettiva: «Pensiamo ad almeno 4-500 posti letto e non solo alberghieri, ma anche in strutture che consentano permanenze più lunghe. In tutta l’area il turismo legato al golf è già importante, ma può fare un ulteriore salto di qualità. Certo servono le infrastrutture». (g.f.)
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