Il dolore
«Quartieri, i 5 Stelle giocano allo sfascio»
Il capogruppo del Pd Barsotti attacca il Movimento: preferisce affidarsi ai giudici che alla politica
PIOMBINO. «Ancora una volta, con una spudoratezza che supera se stessi, i 5 stelle si auto proclamano difensori dei cittadini. Ma è sotto gli occhi di tutti come intendono esercitare la loro azione politica, ovvero attraverso ricorsi alla magistratura e spendendo a piene mani quanto potrebbe essere speso in altro modo. Altro che difesa dei cittadini». Rinaldo Barsotti, capogruppo in consiglio comunale del Pd, va all’attacco del Movimento 5 Stelle. L’oggetto del contendere sono i quartieri, che in questi mesi hanno innescato uno scontro particolarmente duro tra la maggioranza a sostegno di Giuliani e i consiglieri pentastellati.
«Tutto è cominciato – spiega Barsotti – con una veniale disattenzione, peraltro ampiamente giustificata dato che in quel frangente che ci teneva tutti molto occupati su diversi fronti, in primis la vicenda Concordia e la volontà di creare qualche posto di lavoro per una città che da troppo tempo soffre su questo fronte. Il mio partito non ha esitato ad assumersi la responsabilità sul ritardo nella presentazione dei propri candidati quali componenti dei quartieri cittadini – aggiune Barsotti – non è stato sufficiente, cogliendo questo banalissimo incidente di percorso i 5 Stelle hanno tentato e stanno tentando la spallata verso l'occupazione di tutti i quartieri cittadini, incuranti del fatto che il Pd è stato votato dalla stragrande maggioranza dei cittadini piombinesi, è questa la loro democrazia? È questa la loro difesa dei cittadini piombinesi? I cittadini sapranno giudicare come sempre».
Il capogruppo del Pd si chiede cosa accadrebbe nel caso in cui la magistratura desse ragione ai Cinque Stelle. «Che tipo di scenario avremmo in città? – chiede Barsotti – Il Pd escluso totalmente dalla vita dei quartieri? Sarebbe questa la loro idea di democrazia? Io dò atto alle altre forze politiche di opposizione, che pur stigmatizzando questo incidente di percorso, hanno tentato con loro proposte di trovare una via che risolvesse questo impasse. Non erano proposte accettabili dal mio partito, ma ciò non escludeva tuttavia un dialogo ed un confronto serrato ed acceso, questo sì, ma non una chiusura tanto per giocare allo sfascio come dimostrano di saper fare i Cinque Stelle che, come dimostrano i fatti che via via emergono in tutta Italia, non sono quei duri e puri così come vorrebbero far credere».
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