Sicurezza
Aferpi, il sindacato non vuole più attendere
Il consiglio di fabbrica si riunisce per decidere la manifestazione al Mise. E in settimana Rebrab deve scegliere il forno elettrico
PIOMBINO. Si apre lunedì 18 gennaio una settimana molto importante per Aferpi, da un lato col consiglio di fabbrica chiamato non solo a fare il punto della situazione ma anche, secondo la posizione presa nei giorni scorsi dalle segreterie di Fim, Fiom e Uilm, a dare seguito all’annuncio di una manifestazione da tenere davanti al Mise l’11 febbraio, data in cui è fissato il prossimo incontro.
In settimana però, secondo fonti aziendali, è attesa anche la conclusione dell’esame delle offerte dei fornitori del forno elettrico da parte del presidente Issad Rebrab.
Resta il fatto che lo spostamento all’11 febbraio dell’incontro al Mise precedentemente fissato per il 19 gennaio, sottintende la necessità per Aferpi di risolvere altri problemi, in particolare quelli di ordine finanziario (legati alle difficoltà che il governo algerino sta ponendo all’esigenza di Rebrab di usare i propri capitali fuori dal Paese) e di chiarire entro quella data le caratteristiche – e la concreta fattibilità – del progetto brasiliano di Cevital.
Resta infatti ancora da capire quando e come verranno smantellati o appunto smontati per trasferirli in Brasile altoforno e colate continue.
Il primo piano di liberazione delle aree presentato da Aferpi prevede al momento solo lo svuotamento dell’Afo, mentre quell’area è fondamentale per la realizzazione dell’impianto agroindustriale che dovrebbe colmare il gap occupazionale (da qui al novembre di quest’anno, data fissata dagli accordi) tra gli occupati in Aferpi e i lavoratori ex Lucchini ed ex Lucchini Servizi ancora in cassa integrazione.
Ma certo l’ordine del forno elettrico resta l’obiettivo principale, perché è sempre più chiara la difficoltà di andare avanti solo con i laminatoi, in una fase in cui comprando semiprodotti a prezzi molto alti è poi difficile essere competitivi sul mercato.
Ecco dunque perché dall’incontro dell’11 febbraio Fim, Fiom e Uilm pretendono da parte di Aferpi impegni chiari e una posizione non più interlocutoria sulla nuova acciaieria e sugli altri progetti, quello dell’agroindustriale e quello della logistica portuale. Oggi dunque il sindacato chiarirà le proprie posizioni e anche i modi in cui si svolgerà la manifestazione davanti al Mise.
Sempre questa settimana (mercoledì 20 con concentramento davanti alle ex Ceramiche industriali di Livorno alle 17,15) è fissato lo sciopero provinciale di otto ore che riguarda i lavoratori del settore industriale, chimico, energia, petrolio, gomma-plastica, elettrico, acqua e gas.
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